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ZONE SPECIALI: SI UNANIME A MOZIONE TRASVERSALE SU ZFE E ZLS IN FVG

Sì alla richiesta di rafforzamento del pressing istituzionale su Roma da parte del governatore Massimiliano Fedriga e della Giunta Fvg per creare una Zona franca di emergenza e varare urgenti misure di armonizzazione economica lungo la fascia confinaria regionale, evitando il tracollo economico e sociale. Ma via libera, contestualmente, anche all’attivazione di una Zona logistica semplificata per il Fvg, al fine di affrontare la gravissima crisi legata agli effetti della pandemia da Coronavirus.

Approvata all’unanimità dal Consiglio regionale la mozione unica e trasversale che, pochi minuti prima dell’esame da parte dell’Aula, aveva unito in un unico documento integrato le preesistenti 179 e 181, poi ritirate. I contenuti, complementari, sono stati quindi associati nella successiva 185, sottoscritta da tutti i consiglieri presenti nell’emiciclo di piazza Oberdan a Trieste.

La prima mozione era stata presentata dai consiglieri Diego Bernardis, Mauro Bordin, Simone Polesello, Alfonso Singh, Antonio Calligaris, Ivo Moras, Lorenzo Tosolini, Maddalena Spagnolo, Alberto Budai, Danilo Slokar, Giuseppe Ghersinich, Luca Boschetti ed Elia Miani (Lega), ai quali si erano aggiunte anche le firme dei colleghi di partito Stefano Mazzolini, Stefano Turchet e Antonio Lippolis. La seconda, invece, portava le sigle di Diego Moretti, Roberto Cosolini, Igor Gabrovec, Franco Iacop, Cristiano Shaurli, Chiara Da Giau, Sergio Bolzonello, Francesco Russo, Mariagrazia Santoro, Nicola Conficoni ed Enzo Marsilio (Partito democratico).

Con il provvedimento, in considerazione della necessità “di adottare adeguati ed efficaci provvedimenti per promuovere un reale sviluppo o a mantenere in condizione di economicità le attività esistenti, in particolar modo nella conurbazione transfrontaliera di Gorizia fra Italia e Slovenia”, il Consiglio impegna la Giunta “a istituire e convocare con urgenza un tavolo di crisi aperto ai sindaci dei territori transfrontalieri, alle categorie economiche, alle Camere di commercio, ai portatori di interesse, ai rappresentanti delle sigle sindacali e delle compagnie petrolifere operanti sul territorio regionale”.

La richiesta dovrà essere inoltrata fino “al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, al ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, e al ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, per superare gli ostacoli determinati dai confini nelle aree transfrontaliere”.

Il provvedimento impegna inoltre l’Esecutivo a “istituire un tavolo di lavoro con Autorità di sistema portuale, Enti locali ed Enti pubblici, formalizzato in un apposito Protocollo d’intesa che possa avviare il percorso di istituzione di una Zls in Fvg da presentare, anch’esso, al Governo nazionale”.

È stato accolto all’unanimità anche l’emendamento aggiuntivo suggerito dall’assessore alle Finanze, Barbara Zilli, che ha ricordato come “altri territori del Paese hanno ottenuto situazioni di grande favore. Ben venga questa iniziativa per la quale la sottoscritta e il collega Graziano Pizzimenti sono pronti a rappresentare tutti gli impegni davanti alla Giunta. Si tratta di scelte strategiche per il futuro della Regione”.

Grande soddisfazione dopo l’espressione dell’Aula è stata manifestata dai due principali firmatari della mozione, Bernardis e Moretti. “L’obiettivo – ha spiegato il rappresentante leghista – è quello di arrivare quanto prima a un lavoro di mediazione e condivisione. Ora tocca a Fedriga il compito di prendere in mano la situazione e portarla nelle sedi adeguate. A 13 anni dalla soppressione della Zona franca, il problema è emerso in tutta la sua gravità e i dati, compresi gli oltre 120 milioni di euro in iva e accise che ogni anno abbandonano il territorio, confermano le perdite per Stato, Regione Fvg e intera comunità, ravvisando la necessità di introdurre una Fiscalità di svantaggio”. Moretti si è invece limitato a segnalare l’importanza “di un’espressione trasversale su questi strumenti e l’utilità di una delibera di generalità di Giunta prevista per i prossimi giorni”.

Il Pd si è espresso anche attraverso i consiglieri Shaurli e Marsilio. Il primo ha sottolineato come “l’istituzione di una Zona franca può costituire un obiettivo di medio o lungo periodo; la Zls è invece più immediata, ma va allargata anche ai territori non confinari”. Il secondo ha allargato il discorso “a tutte le aree della regione, compresa la montagna. Le esigenze sono differenziate e il ragionamento deve essere organico, trovando i giusti equilibri strategici”.

Giuseppe Sibau (Progetto Fvg/Ar) ha suggerito di intervenire “soprattutto sulle aree più in difficoltà. Se allarghiamo a tutti, non arriva niente a nessuno”. Sul fronte del Carroccio, Slokar ha auspicato “forza e coraggio per batterci a Roma dove le problematiche locali non vengono comprese”, mentre Lippolis ha caldeggiato l’invio delle tessere per la benzina scontata direttamente a domicilio e Bordin ha auspicato “una soluzione tutelante per l’intero territorio regionale, anche se ora tutta l’attenzione è rivolta a quello confinario. Altrimenti, il rischio è quello di far traslare le difficoltà sempre più verso occidente”.

Il plauso è arrivato anche da Mara Piccin (Forza Italia) che ha chiesto “un impegno netto anche da chi è in Maggioranza al Parlamento e vanta ministri della Regione” e da Cristian Sergo (M5S) che ha ricordato “l’analogo odg da noi già presentato in gennaio per chiedere un iter al Governo per l’istituzione della Zls. Dobbiamo utilizzare gli strumenti disponibili fino in fondo e così farà anche chi ci rappresenta a Roma”. Infine, anche Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha ritirato due emendamenti (uno lo aveva stralciato anche Sergo) e ha chiesto “uno sviluppo che non sia solo convergenza al ribasso, ma orientato verso nuove opportunità”.