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VILLA MANIN, GIBELLI INAUGURA MOSTRA SU PITTORE ANGIOLINO

L’assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli in visita alla mostra sul pittore autodidatta Angiolino nella barchessa di Villa Manin a Passariano con il curatore Dino Barattin
“Sono curiosa di conoscere l’opera e la vita del ‘pittore cantastorie’ Angiolino, la sua testimonianza sul modo in cui la guerra venne vissuta e raffigurata da un giovane friulano interprete, a suo modo, di sentimenti popolari vivi. Ringrazio tutti i soggetti, le imprese culturali e creative, per aver contribuito all’avvio delle attività in regione. Ho chiesto a tutti di osare, tenendo presenti le necessarie cautele per la salute, riaprendo al contatto con il pubblico, che sono certa apprezzerà anche questa mostra con cui riprende l’attività espositiva di Villa Manin”.

Lo ha affermato l’assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli inaugurando, assieme al sindaco di San Giorgio di Nogaro Roberto Mattiussi, a quello di Codroipo Fabio Marchetti e al curatore Dino Barattin, la mostra “Angiolino. La guerra di un pittore cantastorie”, a cura di Erpac-Ente regionale per il patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Comune di San Giorgio di Nogaro. La mostra sarà visitabile fino al 27 settembre nella barchessa di Levante di Villa Manin di Passariano di Codroipo.

Gibelli ha rivolto un ringraziamento particolare alla famiglia di Angiolino – presenti all’inaugurazione il fratello e figlio dell’artista – oltre che a Erpac e al direttore Villa Manin Guido Comis.

Le tempere di Alfonsino Filiputti, per tutti noto Angiolino (1924-1999), nato a San Giorgio di Nogaro, costituiscono un affresco che racconta gli orrori della guerra e come questi siano stati vissuti da un giovane che ha voluto trasferire sulla carta le sue emozioni e la sua adesione agli ideali di libertà e democrazia.

Filiputti è considerato un “pittore-cantastorie” per le precise, anche se sgrammaticate, didascalie che accompagnano ogni suo lavoro: non si tratta di semplici descrizioni, ma di racconti stringati che racchiudono impressioni, sensazioni, idee e fantasie.

Imbianchino e successivamente ferroviere, Angiolino ha continuato a dipingere anche nel dopoguerra, raccontando l’alluvione del Polesine e la piena del Tagliamento, il terremoto del 1976 in Friuli e la storia della squadra di calcio della Sangiorgina, in cui ha militato in C1 come ala sinistra.