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UTI: ZILLI (LN) E CIRIANI (FdI/AN), “UN PANTANO ISTITUZIONALE SENZA PRECEDENTI”

“La riunione del tavolo politico sulle Uti di stamane conferma le debolezze che abbiamo sempre segnalato”
A dirlo sono i consiglieri regionali Barbara Zilli (LN) e Luca Ciriani (FdI/An) a margine del Tavolo politico sulla legge 26/2014 che si è tenuto questa mattina a Udine.

“Innanzitutto i protagonisti: di fronte a rappresentanti di Anci, Uncem e Upi, alle forze politiche del Consiglio regionale e all’assessore Panontin, ancora una volta la presidente Serracchiani ha scelto di non partecipare, pur essendo presente a palazzo”.

E, sempre in riferimento all’assenza della presidente, i consiglieri sottolineano che “siamo davanti a un segnale di scortesia o imbarazzo nell’affrontare la modifica di una legge che è diventata un pantano istituzionale senza precedenti”.

“Gli argomenti sul piatto erano importanti: dalla garanzia di eliminazione del tanto contestato fondo di perequazione al rinvio della data di avvio delle Uti; per adesso ai Comuni è richiesto di aderire alle Uti al buio, senza sapere se saranno in grado o meno di approvare il bilancio”.

“E si va avanti così, alla cieca, modificando la legge settimana dopo settimana alla vana ricerca di un punto di equilibrio anziché prendere atto che la norma dovrebbe essere sospesa o ritirata per poter ripartire daccapo. Ostinarsi a far partire le Uti tra due settimane è una forzatura inaccettabile: i sindaci sono costretti o ad aderire controvoglia oppure a farsi commissariare perché impossibilitati ad approvare i bilanci, al netto della programmazione pluriennale che non può essere impostata”.

“La Regione oggi – continuano ancora Zilli e Ciriani – avrebbe dovuto formulare una proposta seria vista la ristrettezza dei tempi e l’assurdità del modello delle Uti a doppia velocità, introdotto con la nona modifica alla L. 26/14. Invece, il tavolo è stato nuovamente rinviato a data da destinarsi, senza dati di fatto ma solo timide e ipotetiche aperture: francamente troppo poco”.

“La resa della Regione davanti alla decisione del Tar di rispettare la volontà dei sindaci di Tricesimo e Torviscosa di aderire a Uti diverse rispetto a quella a loro imposta, lacera la tenuta stessa del piano di riordino territoriale, visto che a ruota, altri Municipi vorranno cambiare l’Uti imposta. Sarà un vero e proprio caos. E su queste sabbie mobili vorrebbero addirittura costruire i futuri collegi elettorali? Un’iniziativa francamente folle”.

“L’unica strada percorribile – concludono Zilli e Ciriani – è ritirare la legge e aprire un serio e leale confronto con i territori, nella consapevolezza comune che una riforma degli enti locali era ed è necessaria, ma alla luce di quanto sta succedendo, forse era meglio non farla”.