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UDINE: SCUOLA DANTE, SCUFFET INAUGURA LA PRIMA SCUOLA PRIMARIA DELLO SPORT D’ITALIA

Il giovane portiere bianconero ha tenuto a battesimo l’avvio della sperimentazione “Scuola in movimento”, un progetto pilota all’avanguardia a livello nazionale. Un programma innovativo che prevede almeno un’ora al giorno di attività fisica e interdisciplinarietà delle diverse materie.

Scuffet con i bambiniÈ un grande campione dello sport conosciuto in Italia e in Europa, ma è anche soprattutto uno studente che ha scelto di restare a Udine per completare la propria maturazione e il proprio percorso di studi. Non poteva che essere il giovane portiere dell’Udinese Simone Scuffet a inaugurare, oggi 22 settembre nella scuola Dante del capoluogo friulano, la prima scuola primaria a indirizzo sportivo d’Italia, un nuovo percorso scolastico che punta sul valore educativo della pratica motoria e sportiva. “Mi fa molto piacere dare un contributo a questa nuova iniziativa – ha affermato Scuffet –. In un momento in cui i giovani si allontanano dallo sport un progetto come questo, che mette la pratica sportiva al centro di un percorso educativo e scolastico, è una cosa molto importante”.

Salutando i 22 bambini iscritti alla prima classe della Dante, il giovane talento bianconero ha tenuto a battesimo il progetto “Scuola in movimento”, illustrato alla presenza del sindaco di Udine, Furio Honsell, dell’assessore allo Sport, all’Educazione e agli Stili di Vita, Raffaella Basana, del dirigente scolastico del 3° istituto comprensivo, Livio Bearzi, e, tra gli altri, del coordinatore provinciale dell’ufficio Educazione motoria, fisica e sportiva, Claudio Bardini, del presidente della Fondazione Crup, Lionello D’Agostini, del presidente del Coni regionale, Giorgio Brandolin, del prefetto di Udine, Provvidenza Delfina Raimondo, del presidente della V commissione regionale Enti locali, cultura e sport, Vincenzo Martines, e del parroco della parrocchia del Carmine, don Giarcarlo Brianti.

Un innovativo percorso scolastico, basato sulla valorizzazione della motricità già nel primo grado di studi dell’obbligo. “È un progetto molto innovativo che recepisce le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità – sottolinea il sindaco di Udine, Furio Honsell –, la quale prescrive per i bambini di questa fascia d’età almeno un’ora di attività motoria giornaliera”. L’iniziativa, realizzata dal Comune di Udine e dal 3° istituto comprensivo in collaborazione con l’ufficio provinciale Educazione motoria, fisica e sportiva, il comitato scuola Dante, la parrocchia del Carmine, l’associazione Genitori Comunità Educante, la facoltà di Scienze Motorie dell’università di Udine, il Coni, il dipartimento Prevenzione dell’azienda sanitaria 4 “Medio Friuli” e la fondazione Crup, prevede infatti che gli alunni abbiano la possibilità di svolgere almeno un’ora al giorno di attività fisica. La sperimentazione, che avrà durata quinquennale e coprirà quindi tutti e cinque gli anni del ciclo scolastico, si propone di stimolare fin da bambini un’azione educativa e culturale della pratica motoria.

L’amministrazione comunale e il 3° Istituto comprensivo, insieme con gli altri partner del progetto, hanno creato un modello che potrebbe fare scuola a livello nazionale, con un approccio metodologico basato sulla ludicità, la partecipazione e l’interdisciplinarietà. Il programma elaborato prevede attività motoria moderata per almeno un’ora al giorno, proposta però in maniera interdisciplinare: l’insegnamento delle diverse materie sarà declinato attraverso il movimento corporeo. Ciò significa che giocando in palestra si potranno imparare le tabelline o le regole grammaticali. Una sperimentazione che riguarderà anche l’insegnamento della lingua straniera, dal momento che con questo nuovo corso di studi le ore di lingua inglese passano da una a tre, due delle quali saranno svolte durante le ore di attività motoria. “Abbiamo scelto Scuffet quale testimonial dell’iniziativa – spiega l’assessore Basana – proprio perché incarna i valori educativi e sportivi sui quali si basa la sperimentazione”.

Ma non solo perché il protocollo definito dai partner del progetto prevede una serie di attività anche per i docenti e per i genitori degli alunni partecipanti. Agli insegnanti della scuola saranno offerte opportunità formative specifiche e qualificate nel campo delle attività motorie, con iniziative e interventi mirati predisposti dalla facoltà di Scienze Motorie dell’università di Udine, dall’ufficio provinciale Educazione motoria, fisica e sportiva e dalla Scuola regionale dello sport del Coni. Il dipartimento Prevenzione dell’azienda sanitaria 4 “Medio Friuli” organizzerà invece una serie di incontri di informazione e riflessione, rivolti a genitori e docenti, riguardo a comportamenti, alimentazione e stili di vita dei bambini.

Il Comune, che ha creduto da subito nell’iniziativa, sosterrà il progetto con un contributo economico e fornendo materiali e attrezzature. “L’attività fisica aiuta l’apprendimento – spiega Honsell –, rappresenta una valvola di sfogo alla vivacità tipica della giovane età, stimola la socializzazione e abitua alla gestione dei diversi impegni quotidiani. Senza dimenticare l’effetto positivo dell’attività fisica sulla salute”. In base ai dati della ricerca Okkio alla salute, effettuata su alunni di 8 e 9 anni delle classi terze della scuola primaria, in Friuli Venezia Giulia il 19,7% dei bambini di questa fascia d’età, quindi circa uno su cinque, è in soprappeso, e il 7% è addirittura obeso. Più in generale circa 1 bambino su 6 è fisicamente inattivo, mentre solo 1 su 5 segue un livello di attività fisica raccomandato per la sua età.

“L’attività sportiva, oltre a essere salutare, rappresenta uno straordinario strumento di integrazione ed educazione – osserva l’assessore Basana –. Ritengo che l’adozione di un’ora di attività ludico-motoria quotidiana sia estremamente positiva dal punto di vista dell’ apprendimento e dell’acquisizione di sani stili di vita. Il progetto pilota, che gode di un ampio sostegno del mondo dello sport, della sanità, dell’università e dell’associazionismo, potrà rappresentare un modello da replicare anche attraverso la collaborazione con le diverse realtà territoriali. Particolarmente importante – conclude – sarà la collaborazione con la facoltà di Scienze motorie dell’università di Udine, i cui laureandi e laureati saranno impegnati nel monitoraggio della attività previste. Ringrazio tutti i partner del progetto e in particolare la Fondazione Crup, che sostiene l’iniziativa”.