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UDINE: AUTONOMIE LOCALI, I LAVORI DEL CONSIGLIO

Si è riunito oggi ad Udine il CAL-Consiglio delle Autonomie Locali. Parere unanimemente favorevole (18 i consiglieri presenti) è stato espresso rispetto allo schema di Regolamento comunale di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati. Si tratta, come ha osservato l’assessore regionale all’Ambiente Sara Vito, di uno strumento di riferimento per tutti i Comuni del Friuli Venezia Giulia: spetterà ora alle singole Amministrazioni comunali calarne l’efficacia sul proprio territorio.

Il CAL ha raggiunto l’intesa, a larga maggioranza (14 voti a favore e quattro astensioni), sullo schema di disegno di legge, approvato in via preliminare dalla Giunta regionale lo scorso 2 maggio, relativo alle “Disposizioni di riordino e semplificazione in materia di risorse agricole e forestali, bonifica, caccia e pesca”. Come ha specificato il vicepresidente della regione e assessore alle Risorse agricole e forestali Sergio Bolzonello, il provvedimento risponde, tra l’altro, alla necessità di semplificazione delle procedure attuali nei settori dell’agriturismo, della forestazione e, più in generale, per l’intero comparto dell’agricoltura. Le disposizioni proposte nel disegno di legge recepiscono normative comunitarie e nazionali e consentiranno di aprire nuove prospettive per l’agricoltura nei territori disagiati e montani. Sarà infatti possibile ripristinare l’attività rurale o pastorale nelle aree interessate da terrazzamenti, o boscate, attraverso una riduzione dei vincoli esistenti.

Anche per quanto attiene al settore forestale, saranno semplificate le procedure pianificatorie rispetto alle proprietà forestali caratterizzate da una superficie inferiore ai 200 ettari, mentre verrà favorita l’attività di gestione dei beni forestali da parte delle imprese private, attraverso la creazione di un percorso di filiera corta (produttore, utilizzatore, trasformatore) che privilegerà le lavorazioni in loco. Mediante il nuovo strumento normativo saranno altresì trasferite, dalle Comunità montane alla Regione, le competenze relative all’accesso dei mezzi a motore sui percorsi e sulle strade forestali. Le disposizioni di riordino del settore della pesca sono quindi state illustrate dall’assessore regionale Paolo Panontin. Tali disposizioni interverranno su norme desuete in materia di demanio marittimo interno, definizione degli ambiti lagunari, pesca di mestiere nelle acque interne, pesca mediante imbarcazione, nonché in tema della caccia.

Sempre nel corso della seduta odierna, il CAL ha espresso parere contrario (17 presenti, cinque voti a favore, 10 contrari, due astensioni) sulla deliberazione della Giunta regionale relativa al “riparto degli spazi finanziari regionali, approvazione modalità e termini di monitoraggio e relativa modulistica”. Un voto negativo che, ha specificato il presidente del CAL Ettore Romoli, assieme agli altri consiglieri, vuole ribadire la posizione contraria degli Enti locali non alla deliberazione dell’Esecutivo regionale, bensì all’attuale sistema di ripartizione dei fondi, stabilito dal Patto di stabilità. Lo stesso assessore alla Funzione Pubblica e alle Autonomie locali Paolo Panontin ha sostenuto di essere assolutamente dalla stessa parte dei sindaci in questa battaglia ed ha auspicato che a livello europeo e nazionale si possa rivedere l’attuale sistema con il quale sono vincolati i rapporti finanziari tra lo Stato, le Regioni e le Autonomie locali.

Non ha poi ottenuto parere favorevole (12 presenti, sei voti contrari, quattro favorevoli, due astensioni) il Programma immigrazione 2014, presentato dall’assessore alla Cultura Gianni Torrenti. Il Programma prevede l’assegnazione di 2,408 milioni di euro e trasferisce dalle Province agli ambiti distrettuali le azioni di tipo informativo, socio-occupazionale e interculturale. È stato infine approvato all’unanimità (12 i presenti) il Regolamento che modifica l’attuale regolamento per la determinazione delle modalità e dei criteri di finanziamento degli interventi e delle azioni a favore di persone a rischio di esclusione sociale, anche di minore età, nonché di persone detenute ed ex detenute.