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TRIESTE: IMPATTO ACQUE DI ZAVORRA SU ECOSISTEMA MARINO

I risultati del primo progetto europeo di monitoraggio dei principali porti dell’Adriatico saranno presentati domani, venerdì 11 marzo dalle ore 10 nella Sala Riunioni della Capitaneria di Porto di Trieste (Piazza Duca degli Abruzzi 4)

Rilevare la presenza di specie tossiche non indigene e possibili patogeni trasportati con le acque di zavorra che le navi scaricano in porto. Questi tra gli obiettivi del progetto strategico transfrontaliero BALMAS (Ballast Water Management System for Adriatic Sea Protection) per tutelare l’Adriatico e il suo ecosistema. Finanziato dall’Unione Europea, il progetto si avvia alla conclusione dopo tre anni di attività.

I risultati saranno presentati domani, venerdì 11 marzo dalle ore 10 nella Sala Riunioni della Capitaneria di Porto di Trieste (Piazza Duca degli Abruzzi 4) in occasione dell’incontro “L’impatto delle acque di zavorra sull’ecosistema marino – Primo monitoraggio italiano delle ballast water nei principali porti dell’Adriatico”, organizzato da OGS – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale.

Interverranno: Maria Cristina Pedicchio, presidente OGS; Paola Del Negro, direttore della Sezione Oceanografia di OGS; Marina Cabrini, OGS; Mauro Marini, CNR ISMAR; Giordana De Vendictis, ISPRA; Damiano Virgilio, ARPA FVG; Cinzia Fabbro, OGS; Andrea Tornambè, ISPRA e Paolo Masella, Capitaneria di Porto di Trieste.

“L’incontro vuole essere un’occasione per informare e sensibilizzare le autorità marittime e le istituzioni del territorio, gli operatori del settore e gli altri portatori di interesse sul problema ‘acqua di zavorra‘, i principali rischi e le azioni di prevenzione che massimizzano la tutela ambientale e gli aspetti economici”, spiega Maria Cristina Pedicchio.

Il progetto BALMAS
Il progetto BALMAS è iniziato a novembre 2013 e si concluderà a marzo 2016. È nato con l’intento di preservare l’ambiente marino tramite il controllo delle acque di zavorra e il monitoraggio dell’ecosistema portuale nell’Adriatico. Le acque di zavorra (ballast waters) vengono caricate dalle navi per la loro stabilizzazione, sono poi rilasciate nel bacino di arrivo. Rappresentano, dunque, una potenziale minaccia per l’ecosistema marino perché trasferiscono gli organismi da un bacino all’altro contaminando l’ambiente. Se trasferiscono organismi patogeni, l’impatto può interessare anche la salute umana.

Balmas1“Il progetto è iniziato con la caratterizzazione della qualità delle acque e dei sedimenti dei principali porti adriatici: Ancona, Trieste, Venezia, Bari, Koper, Rijeka, Pula, Šibenik, Split, Ploče, Bar e Durrës. In particolare abbiamo indagato la presenza di microalghe nocive e di batteri. Successivamente abbiamo raccolto e analizzato le acque di zavorra di navi in transito per individuare la presenza di specie non indigene” spiega Marina Cabrini, prima ricercatrice OGS e referente per il progetto BALMAS. “E in effetti nel porto di Trieste abbiamo trovato un bivalve, una diatomea e un polichete mai segnalati nelle nostre aree”.

“È il primo progetto europeo – continua la ricercatrice – che monitora l’impatto delle acque di zavorra in Adriatico, un mare vulnerabile a causa dell’intensità del traffico, in un bacino stretto e poco profondo”.

“Nell’ambito del progetto – aggiunge Paola Del Negro dell’OGS – abbiamo promosso la formazione di un gruppo di esperti e autorità che verrà attivato in caso di necessità, secondo una procedura di gestione della crisi “ad hoc”. Questo consentirà di garantire la salvaguardia dell’ambiente e delle persone che lavorano nelle aree portuali riducendo al minimo il rischio di trasferimento di organismi nocivi e patogeni tramite le acque di zavorra”. “E grazie a questa azione gli Stati della Regione Adriatico-Ionica potranno rispettare i requisiti della Convenzione Internazionale per il controllo e la gestione delle Ballast Water e dei sedimenti, adottata dall’Organizzazione Marittima Internazionale delle Nazioni Unite” conclude Cabrini.

Obiettivo di BALMAS, che si inserisce nelle iniziative già attivate a livello mondiale, è arrivare a un sistema comune di controllo delle acque di zavorra e sperimentare un approccio integrato che tenga conto sia delle esigenze ambientali sia di quelle economiche.

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I partner del progetto
BALMAS è un progetto strategico nell’ambito del Programma di Cooperazione transfrontaliera IPA Adriatico 2007 – 2013, che punta all’incremento della capacità di sviluppo sostenibile dell’area mediante una pianificazione interregionale concordata tra più partner. Nello specifico l’iniziativa ha 17 partner principali: Istituto per l’Acqua della Repubblica della Slovenia (capofila); Istituto Nazionale di Biologia di Lubiana, Stazione di Biologia Marina – Slovenia; Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti – Guardia Costiera – Italia; ISPRA – Istituto Nazionale Italiano per la protezione ambientale e la ricerca – Italia; Istituto di Scienze Marine (ISMAR) – Consiglio Nazionale della Ricerca (CNR) – Italia; Fondazione Centro Ricerche Marine –Italia; OGS – Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale – Italia; Ministero degli Affari Marini, dei Trasporti e Infrastrutture – Croazia; MARE NOSTRUM – Associazione dei datori di lavoro e degli impiegati marittimi nel commercio internazionale – Croazia; Istituto di Oceanografia e Pesca – Croazia; Università di Dubrovnik – Croazia; Istituto Rudjer Boškovic – Centro per la Ricerca Marina – Croazia; Facoltà di Ingegneria Civile, Università di Mostar – Bosnia-Herzegovina; Università del Montenegro – Istituto di Biologia Marina – Montenegro; Dipartimento per la Sicurezza Marittima – Montenegro; Università di Tirana – Albania. A questi si aggiungono 7 partner associati: Ministero per l’Agricoltura e l’Ambiente – Slovenia; Ministero per l’Ambiente – Italia; ARPA – Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Italia; Regione Marche – Italia; Agenzia per l’Ambiente – Croazia; Ministero per lo Sviluppo Sostenibile e il Turismo – Montenegro; Centro Operativo Marittimo Inter istituzionale – Albania.