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STUDIO EPIDEMIOLOGICO: “SARA VITO LA PERRY MASON DELL’ISONTINO”, intervento di Alessandro Vescovini

Imprenditore, proprietario e legale rappresentante della Sbe di Monfalcone

L’assessore all’ambiente da due anni promette di realizzare una indagine epidemiologica per capire l’incidenza delle nepolasie tra la popolazione di Monfalcone.
Dopo due anni questa indagine epidemiologica esce e certifica che a Monfalcone SI CREPA di piu’ che nelle altre aree della regione.
Dopodiche la nostra Perry Mason deve verificare se effettivamente esiste una correlazione tra la MORTALITA’ da cancro e le emissioni della centrale…
E come viene impostata questa indagine? Be semplice, si incrociano i casi di tumore in base alla residenza del malato con le aree di ricaduta delle emissioni…E che tipo di emissioni si verificano? Forse le emissioni delle sostanze emesse dal camino bianco e rosso che LA SCIENZA certifica come altamente cancerogene, come ad esempio Arsenico, Cromo e Piombo?
CERTO CHE NO!!!La Regione ha dato mandato ai grandi luminari di indagare su 4 inquinanti, uno che non proviene dalle emissioni della centrale, il benzene, due non cancerogeni Nox e Sox e le PM10 la cui ricaduta secondo loro non è importante, quanto quella del traffico veicolare.
Peccato che nel grafico contenuto nello studio, qui sotto gli stessi esperti certifichino che gli impianti di produzione termoelettrica (la centrale) abbiano emesso tra il 1998 e il 2000 più’ del 70% delle PM10 di tutta la provincia di Gorizia, con un quantitativo MOSTRUOSO pari a oltre 1000 tonnellate di polveri sottili nel solo 1998…
Singolare che poi passando al modello diffuso nello stesso studio per loro la centrale sia una fonte secondaria di PM10 per il comune di Monfalcone…Misteri della scienza…

In conclusione non controlliamo l’Arsenico, il Piombo ed il Cromo, sicuri cancerogeni perché non è prassi (sic), le 700 TONNELLATE di polveri sottili per magia cadono altrove, magari si volatilizzano nello spazio siderale, le polveri grossolane PM20 e PM30 non sono state prese in considerazione perché’ non pericolose per la salute…

Con queste premesse e grazie a queste indagini da segugio, nonostante gli epidemiologi abbiano ammesso che entro 1 km dalla ciminiera si CREPA DI PIU’ che in altre zone, le conclusioni dei nostri investigatori sono state che: “non possiamo ricondurre questo incremento di nepolasie alle emissioni della centrale A2A, in quanto le sostanza esaminate (per prassi) non confermano questa tesi. Sarà necessario approfondire ulteriormente analizzando altri fattori, fumo, alimentazione e livello sociale…

Insomma l’ennesimo regalo dei nostri politici ad A2A, l’ennesimo di una lunga infinita serie, una perdita di tempo ed una sonora presa per i fondelli nei confronti di chi in buona fede questa volta si era illuso che ci fosse la volontà di mettere fine a questo scempio…

Alessandro Vescovini

PM10