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SOLIDARIETÀ: DAL FVG INVITO AL CONFRONTO SUL SERVIZIO CIVILE IN ITALIA

servizio_civile_2-0Con il convegno ”Servizio civile 2.0 – Progettiamo il futuro” parte dal Friuli Venezia Giulia l’invito ad un dialogo concreto sul futuro del Servizio civile in Italia. Un obiettivo, questo, che ha il suo momento clou nella tavola rotonda in cui si confronteranno nel pomeriggio la presidente della Regione Debora Serracchiani, il presidente della Conferenza nazionale degli Enti di Servizio civile Licio Palazzini ed il capo dell’Ufficio nazionale per il Servizio civile della presidenza del Consiglio dei ministri Raffaele De Cicco. I tre interverranno partendo proprio dai temi evidenziati dai gruppi di lavoro costituiti questa mattina, in base agli ambiti di assistenza, associazionismo e cultura, per mettere a fuoco proposte e richieste.

I lavori del convegno sono stati avviati dall’assessore regionale a Cultura e Solidarietà Gianni Torrenti, dal coordinatore di Infoserviziocivile FVG Alberto Meli e da Franco Codega, presidente della VI Commissione consiliare, per il quale il Servizio civile rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’esperienza dei giovani di questa regione. L’assessore e Meli hanno evidenziato l’impostazione virtuosa data all’evoluzione del Servizio in Friuli Venezia Giulia in otto anni ed il primo ha sottolineato che l’attuale esecutivo considera i fondi messi a disposizione un investimento. Sulla base di questo ragionamento, e ricordando quanto questa sia una Regione che crede nella valenza del Servizio civile, è stato espresso l’auspicio che tali risorse possano aumentare e che l’odierna giornata di lavori serva a far arrivare alla politica gli input necessari. Inoltre, è stato sottolineato, il Paese ha bisogno di una cultura di comunità per esprimere un tessuto sociale in grado di mettersi alla prova anche nei momenti di emergenza ed essere lucidamente disponibile ad affrontarli. Sempre al fine dello sviluppo del Servizio civile in Friuli Venezia Giulia, da parte regionale è stato ipotizzato l’utilizzo, una volta superate alcune difficoltà tecniche, di ”Garanzia Giovani” (Progetto europeo per l’inserimento nel mondo del lavoro).

L’assessore ha quindi ricordato che il Friuli Venezia Giulia ha fatto da apripista con l’inclusione nel Servizio anche di chi non è di nazionalità italiana, in modo da allargare il percorso di cittadinanza attiva ai giovani immigrati per aumentarne il senso d’integrazione e migliorare le relazioni tra le nuove generazioni. A sua volta Meli ha notato come, grazie alle proposte fatte dal presidente del Consiglio e dal Governo, sul Servizio civile sia stato riavviato il dibattito a livello nazionale. Pensavamo a quest’evento da tempo ma siamo stati fortunati nelle tempistiche, ha detto, indicando nella tavola rotonda del pomeriggio un contributo importante a tale dibattito, anche in forza del lavoro fatto dai gruppi, chiamati ad un’elaborazione di tipo politico a partire dall’attività che gli enti fanno quotidianamente attraverso i volontari e dalle loro esperienze e proposte.