TABLETquotidiano

L'informazione on line

SANITÀ: TELESCA INCONTRA RAPPRESENTANTI CIMO E FESMED

Le altre sigle sindacali, che nei giorni scorsi avevano espresso delle perplessità, non si sono presentate

Al tavolo per discutere sul Piano delle emergenze e urgenze, convocato a Trieste dall’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, si sono presentati oggi solo i rappresentanti di due delle sigle sindacali della sanità che nei giorni scorsi avevano espresso delle perplessità rispetto al documento proposto dalla Giunta regionale.

Si tratta di Cimo medici, con il segretario regionale Giulio Andolfato e il segretario regionale emerito Alfonso Basile, e Fesmed, con il presidente nazionale Carmine Gigli.

Anche in considerazione dell’assenza delle altre sigle sindacali, Cimo e Fesmed hanno chiesto di non entrare oggi nel merito dei contenuti del Piano ma hanno posto una questione di metodo, rivendicando il diritto a regolari relazioni sindacali e ad essere informati, e chiedendo – e subito ottenendo – l’avvio di un confronto stabile non solo sul tema emergenze e urgenze, ma sui diversi aspetti della riforma sanitaria in atto, quali in particolare l’intesa Regione-Università, la regolamentazione della libera professione, la mobilità, la telemedicina.

Da qui la decisione di ritrovarsi entro la prima metà di marzo, con l’impegno di Cimo e Fesmed a riferire alle altre sigle della disponibilità ad un confronto a 360 gradi.

“Alla luce delle novità e dei cambiamenti introdotti dalla riforma sanitaria si tratta di una richiesta assolutamente legittima. Il confronto è sempre utile se attuato con spirito costruttivo”, ha riferito l’assessore Telesca a margine dell’incontro, sottolineando come al contrario un dibattito a suon di comunicati stampa abbia il rischio di disorientare i cittadini e alimentare insicurezze rispetto alla qualità dell’assistenza sanitaria in Friuli Venezia Giulia, che è destinata ad accrescersi con la riforma e, in questo contesto, proprio grazie al Piano delle emergenze-urgenze.

L’incontro di oggi, al quale hanno partecipato anche diversi tra i 23 professionisti esperti del settore (primari di pronto soccorso, di anestesia e rianimazione, del 118) chiamati a supportare la Regione nella stesura del Piano, è stato in ogni caso l’occasione per ribadire che esso è nato dalla precisa volontà di migliorare la situazione attuale, rispendendo a criteri di efficienza e di efficacia, rispettando i più elevati standard di qualità e assicurando omogeneità territoriale e quindi equità.

“Con questo nuovo Piano, che è sostanzialmente un programma di lavoro e che prima di essere attuato necessita proprio del contributo e dei suggerimenti di chi rappresenta i professionisti della salute, vogliamo prima di tutto porre rimedio e disequilibri territoriali che abbiamo riscontrato, soprattutto in montagna”, ha ribadito Telesca.

In questo senso ambulanze e automediche saranno 53, dislocate nelle varie aree della regione, in posti strategici: “otto in più rispetto ad ora, due in più rispetto agli standard nazionali definiti da Agenas”, ha evidenziato l’assessore. Inoltre è destinato ad essere ampliato l’utilizzo dell’elisoccorso, che opererà anche di notte in virtù della realizzazione di nuove piazzole e della decisione di rendere idonei all’atterraggio e decollo alcuni campi sportivi.

In proposito, Amato De Monte, responsabile di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Udine, sottolineando che il Piano è un documento flessibile, in grado di recepire le evoluzioni tecnologiche, ha riferito di una sperimentazione che partirà il primo marzo proprio a Udine.

“L’elicottero è un’estensione dell’ospedale sul territorio in quanto non solo si riducono i tempi di trasporto ma, facendo giungere sul posto un’equipe di medici e infermieri, si anticipano diagnosi e prognosi. La sperimentazione consisterà nell’utilizzo, per la prima volta in Italia, di attrezzature che permetteranno la messa in rete in tempo reale dei dati clinici raccolti, e quindi ponendo in comunicazione la squadra di soccorso con la centrale operativa del 118 e l’ospedale destinato ad accogliere il paziente. Si migliorerà la collaborazione tra professionisti e si anticiperanno i trattamenti più complessi”.