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SALUTE: RICCARDI, RIPORTARE DIPARTIMENTI PREVENZIONE AL CENTRO SISTEMA

Una fase dell’incontro tra il vicegovernatore della Regione Riccardo Riccardi e i dipendenti del Dipartimento di prevenzione dell’Asfo.

Visita del vicegovernatore ai dipendenti della struttura pordenonese

“Quando ci saremo lasciati alle spalle la pandemia, dovremo cogliere i suggerimenti che sono derivati da questa esperienza, facendone tesoro per riportare il lavoro e il valore dei dipartimenti di prevenzione non alla fine ma all’inizio del complesso sistema della salute”.
Lo ha detto il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute Riccardo Riccardi incontrando oggi a Pordenone nella sede dell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale i dipendenti del locale dipartimento di prevenzione. Accompagnato dal responsabile della piattaforma tecnica di comparto Carlo Bolzonello, l’esponente dell’Esecutivo regionale ha voluto innanzitutto ringraziare tutto il personale da tempo schierato in prima linea nella lotta al Covid nell’area pordenonese.
“Quando l’emergenza sarà terminata – ha detto Riccardi – arriverà il tempo in cui dovremo stilare dei bilanci di quanto è accaduto per capire come il sistema della Salute abbia affrontato la pandemia e capire dove ci sia bisogno di mettere mano. In quella circostanza dovremo sicuramente ridare ai dipartimenti di prevenzione la posizione che per troppi anni è stata accantonata; l’esperienza del Covid ci ha dimostrato quanto sia di fondamentale importanza il lavoro svolto in questo comparto perché si ripercuote in modo inevitabile sulla tenuta del sistema ospedaliero. Quest’ultimo da solo non è infatti sufficiente a garantire le prestazioni di salute, come stanno dimostrando in modo palpabile i fatti con i quali ci misuriamo da marzo dello scorso anno”.
L’esponente della Giunta ha poi evidenziato un altro settore del comparto sul quale è necessario un maggior investimento di risorse. “I processi di digitalizzazione – ha detto Riccardi – stanno scontando ora un grave ritardo. In questo momento abbiamo a disposizione un grande patrimonio di informazioni ma non gli strumenti per gestirli al meglio. Ciò si ripercuote negativamente sia sul sistema, rallentandone l’efficacia, sia nel rapporto tra il comparto della salute e il cittadino. Per questi motivi il Paese deve investire molte più risorse in questo settore, da un lato facilitando il lavoro degli operatori del settore e, dall’altro, migliorando il rapporto con la popolazione”.
Infine, il vicegovernatore si è soffermato su alcuni aspetti legati alla misurazione della pandemia che in questo momento stanno mettendo in difficoltà le Regioni. “Ora diventa necessario – ha detto Riccardi – avere a disposizione un modello omogeneo per valutare correttamente la diffusione del virus nella nostra penisola. Se questa misurazione è basata sul numero dei tamponi eseguiti non è corretto che chi ne effettua di più, per avere un panorama maggiormente dettagliato del contagio, ne debba poi pagare le conseguenze. Questo è un importante tema sul quale riflettere, perché la mancanza di uniformità a livello nazionale provoca poi in ambito locale importanti ricadute sia di tipo economico che sociale. Perciò – ha concluso il vicegovernatore – il tema verrà sottoposto con grande vigore all’attenzione del Governo”.