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SALUTE: PER MEDICO DI BASE AQUILEIA DIBATTITO IN III COMMISSIONE

Ivo Moras (Lega), presidente della III Commissione

Il medico di base è andato in pensione già due anni fa, ma non è stato ancora possibile sostituirlo. Arriva da Aquileia la petizione discussa oggi nella seduta della III Commissione, convocata in modalità telematica dal presidente Ivo Moras (Lega).

Ma il problema riguarda molti territori e ha alimentato un ampio dibattito sfociato nell’intervento di Riccardo Riccardi, vicegovernatore con delega alla Salute, che ha sottolineato gli stringenti paletti dell’accordo quadro nazionale, sui quali la Regione non può avere voce in capitolo. La discussione in ogni caso avrà un seguito in quanto il presidente Moras ha annunciato in tempi brevi una riunione di commissione tutta dedicata al tema della medicina generale.

“La petizione – ha spiegato Luisa Contin, che è consigliera comunale ad Aquileia e prima firmataria dell’appello – nasce da una mia mozione approvata all’unanimità. Dopo il pensionamento del medico c’era stata la disponibilità di un altro professionista al di fuori dell’ambito territoriale, ma non è stata accolta alla luce della normativa. Poi però sono state concesse deroghe alla luce delle stesse norme. Chiediamo – ha concluso Contin – che si possano organizzare i bandi con maggiore frequenza e che si possa scorrere la graduatoria quando un professionista rinuncia all’incarico”.

“E’ un problema annoso – ha confermato il sindaco di Aquileia, Emanuele Zorino – e noi come Comune abbiamo cercato soluzioni alternative per venire incontro agli assistiti. E’ chiaro però che il tema non riguarda solo noi e va affrontato a un livello più alto. Ne ho parlato più volte con l’assessore Riccardi, che ci è sempre stato vicino”.

Tutti i consiglieri intervenuti hanno apprezzato i contenuti della petizione. “Mi chiedo anch’io – ha detto Andrea Ussai (M5S) – perché i bandi per le zone carenti vengano emanati solo una volta all’anno. Problemi simili ci sono a Prosecco, Dolina, Farra d’Isonzo”. “Il tema – ha aggiunto Mariagrazia Santoro del Pd – è capire se ci siano paletti fermi e invalicabili a livello nazionale, e se la Regione abbia margini di flessibilità. Sarebbe opportuno ad esempio usare una graduatoria a scorrimento in caso di rinuncia del primo assegnatario”.

Proposte condivise da Walter Zalukar, consigliere del Gruppo Misto, e da Simona Liguori (Cittadini), che ha sottolineato come “stia andando in pensione un’intera generazione di medici di base”. Di “tema ricorrente” ha parlato anche Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), mentre Alfonso Singh (Lega) ha posto il problema dell’eccessivo numero di pazienti per ogni medico.

Il vicegovernatore Riccardo Riccardi ha innanzitutto promesso ai firmatari della petizione di approfondire il tema delle deroghe che non sarebbero state applicate ad Aquileia: “A me non risulta, ma verificherò e se è possibile me ne farò carico. Il tema di fondo, però – ha spiegato Riccardi – è che la Regione non può intervenire sull’accordo collettivo nazionale dal quale derivano diversi vincoli, tra i quali la possibilità di fare un solo bando all’anno. E bisogna sempre ricordarsi che il medico di base è un libero professionista e non è possibile imporgli nulla. Torniamo allora all’accordo nazionale, che tutti gli assessori regionali hanno chiesto al Ministro di modificare”.