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SALUTE: CONFICONI (PD), DATI PERSONALE ASFO SMENTISCONO GIUNTA FVG

Nicola Conficoni, consigliere regionale del Pd

“L’Azienda sanitaria Friuli Occidentale (Asfo) versa in una situazione di assoluta emergenza, soprattutto per quanto riguarda il personale. Lo dicono in maniera chiara gli impietosi dati ottenuti passando attraverso un accesso agli atti: 67 dipendenti e somministrati in meno rispetto allo scorso maggio con una differenza di ben 214 unità sull’obiettivo da raggiungere entro fine anno”.

Lo afferma in una nota il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd), rendendo noti “i dati relativi alla situazione del personale dell’Asfo. Questi numeri, aggiornati al 30 settembre, smentiscono la Giunta Fedriga che sta indebolendo il sistema territoriale, mentre chi è in prima linea inizia ad affrontare una seconda ondata di emergenza sanitaria da Coronavirus”.

“L’impietoso report dell’Asfo sul personale in servizio – aggiunge l’esponente dem – pesa come un macigno su una situazione che da troppo tempo viene denunciata non solo dal Pd, ma soprattutto da medici e operatori. Un dato di fatto che sta pesando sulla qualità del servizio finale offerto ai cittadini”.

“Dopo il presidente dell’Ascom pordenonese, che ha criticato alcune scelte della Regione Fvg, anche Ordine e Federazione dei medici di Medicina generale hanno tuonato – aggiunge Conficoni – contro il continuo depauperamento del territorio. Ci si chiede cosa aspetti il sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani, a uscire dal silenzio e a far sentire la propria voce”.

“In seguito allo sciopero della sanità pordenonese di questa estate, sono state annunciate nuove assunzioni. Tuttavia, la situazione è peggiorata – prosegue la nota – a scapito di utenti e lavoratori. Gli operatori sanitari, stremati per l’encomiabile sforzo compiuto, non meritavano di essere presi in giro e accanto ai doverosi riconoscimenti avrebbero dovuto arrivare anche i rinforzi”.

“Purtroppo, però, così non è stato. La gestione fallimentare dell’Asfo, storicamente sottofinanziata, negli ultimi due anni è stata penalizzata da iniqui riparti, un commissariamento e il taglio lineare alla spesa per il personale sanitario. Una situazione – conclude Conficoni – che si appesantisce ancor più a causa dei 22 primari in meno e dei tre concorsi fatti sui sei previsti, uno dei quali andato deserto”.