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MI RICORDO UNA CANZONE… “MALEDETTA PRIMAVERA”

Da oggi sul nostro giornale una nuova rubrica dedicata alla musica e curata dal giornalista e critico musicale Andrea Direnzo. Il primo articolo è dedicato alla canzone del 1981 Maledetta Primavera cantata da Loretta Goggi

Il mondo della musica in generale, e della canzone in particolare, ha da sempre avuto grandi fonti di ispirazione: dai sentimenti alla vita, dalle donne alle città, da elementi naturali come il sole, la luna, le stelle, il mare, i fiumi, i laghi, i monti e “chi più ne ha, più ne metta”, fino ad arrivare alle quattro stagioni. A quest’ultimo proposito, basti pensare a quello straordinario capolavoro della musica classica rappresentato da Le quattro stagioni, venuto fuori dal genio musicale di Antonio Vivaldi (Venezia, 1678 – Vienna, 1741), tra i musicisti più talentuosi che l’Italia abbia mai avuto. Perlustrando il territorio della canzone italiana, tanti sono gli esempi riferiti alla Primavera, all’Estate, all’Autunno e all’Inverno. Non potendo passarle in rassegna tutte e quattro, l’attenzione si focalizzerà sulla stagione appena cominciata, ovvero la Primavera.

Il primo motivetto che verrà in mente a molti, soprattutto ai più grandicelli, è Mattinata fiorentina, canzone del 1941 composta dal duo D’Anzi-Galdieri e interpretata da Alberto Rabagliati, dotata di un incipit che acchiappa: “è primavera, svegliatevi bambine…”. Compiendo un velocissimo e ridottissimo excursus nel tempo, tanti sono i brani in cui ci si imbatte: Il primo giorno di primavera dei Dik Dik (1969); Cervo a primavera di Riccardo Cocciante (1980); Questa primavera di Pino Daniele (1993); Primavera di Marina Rei (1996, versione italiana di You To Me Are Everything dei Real Thing); Primavera a Sarajevo di Enrico Ruggeri (2002); Sono nata il 21 a primavera di Milva (2004, testo di Alda Merini); Primavera in anticipo di Laura Pausini (2008); Tra due minuti è primavera di Annalisa (2012). Ma c’è una canzone che, nonostante i suoi 35 anni di età, resta insuperata e che almeno una volta nella vita tutti hanno cantato, magari a squarciagola: Maledetta primavera di Loretta Goggi.

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Loretta Goggi durante l’esibizione al Festival di Sanremo 1981

Correva l’anno 1981 quando l’attrice – cantante – showgirl romana la presentò sul palco del Festival di Sanremo. Fu l’anno della rinascita della kermesse canora di casa nostra, dopo molti anni di buio, grazie alla direzione artistica del grande Gianni Ravera. Tra i Big figuravano Bobby Solo, Orietta Berti, Ricchi e Poveri, Marcella; mentre tra gli esordienti, quasi tutti alla loro prima presenza sanremese, c’erano Eduardo De Crescenzo, Luca Barbarossa, Fiorella Mannoia, Michele Zarrillo, Gianni Bella, Dario Baldan Bembo, Alice (aveva già partecipato nel 1972 come Carla Bissi con Il mio cuore se ne va) e Loretta Goggi. Il podio fu agguantato da questi ultimi tre, rispettivamente Alice (1ª classificata con Per Elisa), Loretta Goggi (2ª classificata con Maledetta primavera) e Dario Baldan Bembo (3° classificato con Tu cosa fai stasera?). Le vendite post festival, però, premiarono la mattatrice di tanti spettacoli televisivi (Formula 2, Dal primo momento che ti ho visto, Il ribaltone, Fantastico), posizionando il 45 giri al 9° posto dei 100 dischi più venduti del 1981.

33 giri "Il mio prossimo amore" - 1981
Il 33 giri “Il mio prossimo amore” – 1981

La canzone, scritta da Amerigo Casella per il testo e da Totò Savio per la musica, è cucita addosso alla Goggi, mettendo in risalto le sue enormi potenzialità vocali e interpretative: si parte da una prima strofa quasi parlata e sussurrata, arriva poi la modulazione della seconda strofa, più sostenuta nel canto, per esplodere nel ritornello “che importa se… per innamorarsi ancora, tornerai maledetta primavera…”. Energia, grinta, carisma, passionalità, oltre a una bellezza semplice ed elegante allo stesso tempo, sono le armi che Loretta sfodera con grande sicurezza, da artista talentuosa e da professionista navigata qual è. È subito successo! “L’affermazione sanremese – scrive Gigi Vesigna – dà inizio a una nuova fase della carriera della Goggi”. E così fu. Negli anni Ottanta, infatti, la discografia dell’ormai affermata cantante, fino a questo momento considerata più una showgirl, si fa più fitta con la pubblicazione di una serie di riuscitissimi LP tra cui Pieno d’amore (1981), C’è poesia (1986), C’è poesia Due (1987), Donna io donna tu (1988), Punti di vista (1989), tutti pubblicati dalla Fonit Cetra.

Maledetta primavera conta innumerevoli versioni in diverse lingue: spagnolo, inglese, francese, tedesco, olandese, finlandese, ceco e croato. Tra le cover più riuscite si segnalano quella spagnola, Maldita primavera, interpretata dalla cantante messicana Yuri e quella tedesca di Caterina Valente, Das kommt nie wieder, entrambe del 1981. Maledetta primavera rappresenta un successo senza tempo, appartenente a quel periodo d’oro della discografia italiana fatto di autori, arrangiatori, musicisti, produttori, art director, addetti ai lavori che, ahi noi, non esistono più. Una canzone marchiata indelebilmente dalla forte tempra di Loretta Goggi, artista di straordinaria versatilità e di eccezionale caratura, che ha saputo costruire con tenacia un percorso fiero e autorevole, trasversale e sfaccettato (dal teatro alla televisione, dal cinema alla canzone), dinamico ed evolutivo, poggiato su un unico e inconfutabile fondamento: il talento.

Andrea Direnzo