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REGIONE: ZIBERNA (FI), MOZIONE A SOSTEGNO DELLE IMPRESE DEL FVG

“E’ necessario superare lo strumento sanzionatorio nei confronti della Russia; le imprese del Friuli Venezia Giulia non possono più sostenere questa grave situazione”

Le sanzioni applicate dall’Europa, Italia inclusa, e dagli USA nei confronti della Federazione russa e i danni che ne derivano anche per molte imprese del Friuli Venezia Giulia sono state oggetto di riflessione tra i consiglieri regionali di Forza Italia e di Forza Italia Giovani, il movimento giovanile FVG.

Annuncia Rodolfo Ziberna: “Il gruppo consiliare regionale (oltre a Ziberna, Riccardo Riccardi, Roberto Novelli, Elio De Anna e Bruno Marini) ha depositato una mozione, del tutto identica a quella approvata dal Consiglio regionale delle Marche (pertanto, vista l’assenza di divisione ideologiche, ci auguriamo una condivisione da parte di tutti), con cui impegna la Giunta Serracchiani a intervenire presso il Governo per superare lo strumento sanzionatorio nei confronti della Russia, sollecitando altresì un maggiore impegno dell’Europa nel facilitare le relazioni tra Stati Uniti e Mosca, condizione imprescindibile per la stabilità dello stesso Occidente.

“Il sollecito è anche per chiedere alla Commissione europea, tramite il Governo, l’istituzione di un Fondo comune straordinario tra gli Stati membri per contenere le ingenti perdite riscontrate dalle imprese del Friuli Venezia Giulia colpite dalle contromisure russe alle sanzioni.

“Chiediamo poi di monitorare l’impatto delle sanzioni sul tessuto produttivo regionale, in particolare per le piccole e medie imprese, che hanno maggiori difficoltà a mantenere le attuali quote di mercato.

“Infine, sollecitiamo la Giunta regionale a sostenere le imprese con sede in FVG operanti in Russia, attraverso attività commerciali di marketing onde evitare che perdano competitività a favore di altre.”

Le imprese del Friuli Venezia Giulia – è la riflessione di Ziberna – non possono più sostenere questa grave situazione in quanto le perdite si vanno a sommare a una condizione di crisi ancora latente, e al momento non possono essere recuperate né attraverso una crescita dei fatturati sul mercato italiano, né su nuovi, altri, mercati significativi. Per giunta, il 18 dicembre scorso l’Unione europea ha deciso di prorogare di ulteriori sei mesi le sanzioni alla Federazione russa. In tal caso le conseguenze potrebbero essere veramente catastrofiche in quanto, oltre al danno diretto dell’export, sono a rischio anche gli investimenti russi in Italia, che si sono notevolmente ridotti, confermando le ipotesi che dette sanzioni danneggiano più l’Italia che Mosca.