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REGIONE: GREGORIS (Citt), PIENO SOSTEGNO A RIFORMA SANITA’

La riforma sul riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale ha potuto contare anche sul fattivo contributo dei Cittadini.

Nel corso degli ultimi mesi, i rappresentati del movimento civico regionale hanno incontrato decine di addetti ai lavori per raccogliere spunti e suggerimenti trasformati poi in proposte alla Giunta. Di recente, nel corso di un incontro con l’assessore Maria Sandra Telesca – alla quale è stato assicurato il pieno sostegno del Gruppo consiliare quando a fine mese il provvedimento approderà in Aula per l’approvazione – una delegazione dei Cittadini formata dal presidente del movimento Bruno Malattia, da alcuni medici tra cui Sirio Carniello e Gianni Segalla, nonchè dai consiglieri regionali Gino Gregoris ed Emiliano Edera, ha evidenziato l’importanza e la necessità del ruolo centrale che saranno chiamati a ricoprire i medici di famiglia di tutta la regione.

“Come tutti i sistemi sanitari pubblici – ha spiegato il consigliere regionale Gino Gregoris – anche quello della nostra regione potrà funzionare adeguatamente solo se in esso sarà veramente centrale il ruolo del medico di famiglia; questo professionista costituisce di fatto quasi sempre il primo referente del cittadino con un problema di salute, ha il compito di fare sintesi sulla singola persona degli interventi, per forza parziali, dei vari specialisti, integra gli aspetti tecnici della cura con quelli bio-psico-sociali che tanto influenzano la sensazione di benessere o malessere delle persone”.

L’obiettivo della riforma è avere strutture ospedaliere di maggiore qualità e quindi più efficienti e sicure, ma allo stesso tempo potenziare le cure territoriali. È previsto, infatti che, a partire dal 2015, i medici lavorino sul territorio in modo coordinato, nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), collegati tra loro per via informatica, con orari di apertura degli ambulatori integrati a coprire l’arco della giornata, con modalità di gestione delle patologie basate su percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali (PDTA) definiti e strutturati con la collaborazione di tutti gli attori del sistema in una rete di continuità assistenziale finalmente centrata sul cittadino. Dove il contesto urbanistico e sociale lo renderà opportuno, questo potrà avvenire anche con la condivisione da parte di più medici di famiglia di un’unica struttura ambulatoriale – medicina di gruppo – dotata di personale di segreteria e infermieristico e aperta anche all’inserimento di altri operatori sanitari (medici di continuità assistenziale, specialisti ospedalieri, fisioterapisti, psicologi) nei Centri di Assistenza Primaria (CAP).

“Lavorare in equipe, gomito a gomito, o comunque in relazione – ha sottolineato Gregoris – stimolerà la crescita professionale dei medici di famiglia, favorirà il confronto e l’integrazione con tutti gli operatori, in particolare, con gli specialisti ospedalieri, renderà il lavoro più organizzato e meglio gestito, permetterà l’utilizzo, nelle strutture territoriali e senza il continuo e inappropriato ricorso all’ospedale, di quella strumentazione diagnostica e terapeutica di primo livello (elettrocardiografo, ecografo) che queste nuove forme organizzative renderanno poco onerosa dal punto di vista dei costi di acquisizione e affidabile perché applicata ad una vasta coorte di pazienti”.

“La riforma – ha concluso Gregoris – contiene principi e strumenti idonei a elevare e uniformare finalmente gli standard assistenziali della medicina di famiglia, migliorare le cure sul territorio ai malati cronici e anche alla piccola acuzie, creare continuità e integrazione con l’ospedale”.