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RECOVERY FUND: MORETUZZO (PATTO), OCCASIONE IMPERDIBILE PER RIPARTIRE

Il consigliere regionale Moretuzzo (Patto) mentre parla del Recovery Fund

“Il Recovery Fund e i fondi messi a disposizione dall’Unione europea sono un’occasione imperdibile, forse l’ultima, per costruire un nuovo modello di sviluppo per la nostra regione”.

Ne è convinto il capogruppo del Patto per l’Autonomia in Consiglio regionale, Massimo Moretuzzo, che su questi temi evidenzia in una nota la necessità e l’urgenza di “avviare un confronto serio e tempestivo, dentro e fuori dall’Assemblea regionale, per definire i contenuti di una proposta condivisa da presentare allo Stato”.

“Un primo momento di approfondimento – fa sapere Moretuzzo – si è svolto venerdì scorso, 2 ottobre, a Udine, nel Salone del Consiglio di Palazzo Belgrado. Su invito di Patto per l’Autonomia, l’economista Fulvio Mattioni, numeri alla mano, ha fotografato la crisi che ha colpito la regione e il Friuli in particolare, dal 2008 al 2019. L’economia del Fvg perde il 10,7% (come il Mezzogiorno) e l’ex provincia di Udine ben il 15,3%. Vale a dire che quest’ultima, nell’evoluzione del periodo esaminato, si piazza in 85esima posizione tra le 107 Province d’Italia. Numeri che non possono più essere ignorati e si impongono al dibattito politico, economico e sociale in regione”.

Per il consigliere, “il Fvg avrebbe ora un’opportunità straordinaria per sperimentare un suo, peculiare processo di cambiamento, dettando le linee di uno sviluppo diverso, basato sull’analisi dei fabbisogni reali e quindi su una pianificazione di governo del territorio capace di traguardare tempi lunghi”.

“Rigenerazione urbana, sistemi di mobilità sostenibile e in grado di collegare i centri periferici, prevenzione del rischio idrogeologico, tutela e valorizzazione dei patrimoni naturali regionali per un turismo di qualità, aumento della competitività delle imprese attraverso l’innovazione tecnologica ed ecologica: queste – per il capogruppo del Patto – dovrebbero essere le idee su cui la Regione dovrebbe iniziare a discutere con lo Stato per gestire in modo autonomo la quota di risorse che arriveranno dall’Europa e in particolare dal Recovery Fund, ultimo treno utile per la ripartenza della nostra economia e della nostra società, in nome di una specialità virtuosa”.