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PRIMA USCITA PUBBLICA PER LA SPADA MEDIEVALE RITROVATA A MONFALCONE

Nella foto il sindaco, Anna Maria Cisint, con il vicepresidente di Obbiettivo Immagine, Flavio Snidero, e il presidente di Lacus Timavi Andrea Fasolo.

 E’ tornata per la prima volta a Monfalcone la spada medievale ritrovata nell’ambito dei lavori di ristrutturazione del palazzo municipale: l’importante reperto ha fatto la sua prima uscita pubblica al Muca – Museo della cantieristica, dove potrà essere ammirata fino a domenica 28 giugno. Nell’occasione il sindaco, Anna Maria Cisint, ha chiesto che si lavori per riportarla definitivamente in quella che è la sua originaria collocazione, ovvero il municipio.

“Con grande orgoglio inauguriamo una mostra bellissima e molto importante all’interno del Muca, la casa identitaria della nostra città, l’unico museo di archeologia industriale a fianco di un sito produttivo. Questa esposizione rappresenta la prima uscita della spada “bastarda” di epoca medievale ritrovata nell’ambito dei lavori di ristrutturazione del palazzo municipale e restaurata dal laboratorio del Museo di Archeologia nazionale di Aquileia. Noi abbiamo l’ambizione di riportarla nel municipio di Monfalcone per sempre. Ringrazio di cuore tutte le realtà che hanno lavorato con passione per questo risultato”: queste le parole con cui il sindaco ha accompagnato l’inaugurazione della mostra fotografica itinerante “Una Storia per Immagini”, che fino a domenica 28 giugno sarà appunto l’occasione per ammirare dal vivo, grazie alla collaborazione della Soprintendenza ABAP FVG, la spada quattrocentesca, valorizzata dal restauro condotto da Daniele Pasini, a seguito di un accordo fra la Soprintendenza stessa e il Polo Museale FVG. La mostra è organizzata nell’ambito del progetto “SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo”, promosso dall’Associazione Culturale Lacus Timavi di Monfacone e finanziato dalla Regione.

Il Progetto SottoMonfalcone

È stato ideato dall’Associazione Lacus Timavi insieme con le archeologhe Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci che già in passato si sono occupate di divulgazione dei beni culturali nel corso di un analogo progetto dedicato alla storia e all’archeologia di Trieste (progetto SottoTrieste, promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste in collaborazione con l’allora Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia e il Comune di Trieste).

L’iniziativa è nata dalla volontà di divulgare al di fuori della cerchia degli specialisti il ricco e variegato patrimonio di conoscenze sui luoghi e sulle testimonianze di interesse storico, archeologico e artistico presenti a Monfalcone e nel comparto territoriale circostante. Come evoca il titolo del progetto, l’intenzione è stata quella di invitare il pubblico a osservare con occhi nuovi la città, i paesi e il territorio tra ciò che è visibile, ma a volte ignorato, e ciò che sta sotto, nascosto o poco comprensibile.

Il programma si è articolato in un ampio spettro di attività ed eventi, tra i quali la mostra fotografica itinerante.

Sono stati proposti al pubblico un ciclo di conferenze e una serie di open-day in luoghi storico-archeologici poco conosciuti o difficilmente accessibili.

Output finale del progetto è la pubblicazione di un libro-guida con proposte di itinerari turistici nell’area tra Timavo e Isonzo, che verrà presentato entro l’estate 2020.

Un sito web dedicato al progetto completa l’esperienza di visita proposta nel libro.

Le varie attività si sono svolte grazie alla collaborazione delle Amministrazioni locali, nei Comuni interessati dal progetto: Doberdò del Lago, Duino Aurisina, Fogliano Redipuglia, Monfalcone, Ronchi dei Legionari, San Canzian d’Isonzo, Staranzano e Turriaco.

Partner del progetto sono vari enti e associazioni culturali: il Comune di San Canzian d’Isonzo, il Comune di Staranzano, lo IAL FVG, l’Associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca, il Club per l’UNESCO di Udine, il Lions Club Duino Aurisina, l’Associazione Galleria Rifugio di Monfalcone, l’Associazione FriuliVeneziaGiulia di Trieste.

Al progetto è stato concesso il patrocinio dell’Università degli Studi di Trieste e del Comune di Duino Aurisina. Di grande importanza è la collaborazione garantita dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, che consente l’accesso ai beni di sua competenza e fornisce un concreto apporto scientifico, dal Comune di Monfalcone e dall’Istituto Statale Istruzione Superiore “Sandro Pertini” di Monfalcone.

L’esposizione “Una storia per immagini”

Parte rilevante del progetto è la mostra fotografica itinerante “Una storia per Immagini – Viaggio nel tempo e nei luoghi tra Timavo ed Isonzo” realizzata dalla associazione fotografica gradiscana Obbiettivo Immagine, partner del progetto, che già in passato aveva presentato l’isontino all’Expo 2015 di Milano. In questo caso il visitatore viene accompagnato in un viaggio nei luoghi e nel tempo attraverso i segni della presenza antropica dai castellieri della protostoria a quelli dello sviluppo industriale odierno. L’ immagine usata come focus vuole indicare luoghi di interesse spesso sottovalutati o nascosti e suggerire, sollecitare, il piacere dell’approfondimento, della scoperta, dell’originalità e della ricchezza racchiusa in un lembo di terra così ristretto come il nostro.

La sezione “Storie nella Storia”

La mostra fotografica itinerante “Una storia per immagini” nella sua ultima tappa è corredata da una sezione straordinaria dedicata a due tra le più significative scoperte dell’archeologia di Monfalcone: la spada medievale venuta alla luce in recenti scavi condotti dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia sotto il Municipio e il relitto dell’imbarcazione romana rinvenuto negli anni Settanta nell’area del Lisert.

Nella sezione, curata dalle archeologhe Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci, il pubblico potrà ammirare per la prima volta dal vivo la spada restaurata e una ricca documentazione fotografica, realizzata da Flavio Snidero dell’Associazione Obiettivo Immagine di Gradisca d’Isonzo, della nave romana, attualmente conservata al Museo di Aquileia ma non accessibile al pubblico. A corollario saranno proposte le fotografie scattate al momento della scoperta, gentilmente concesse dal Polo Museale del FVG.

La spada

Spada medievale a una mano e mezza

Tra il 2014 e il 2015, nel corso dei lavori di ristrutturazione del Municipio di Monfalcone, indagini archeologiche dalla Soprintendenza hanno permesso di individuare, nei livelli riferibili al borgo medievale, degli ambienti interpretati come officine di fabbri. Tra i materiali in metallo ritrovati, probabilmente oggetti da riparare o da rifondere, quello più notevole è senza dubbio la spada. Lunga circa 120 cm rientra nella tipologia della spada “bastarda” o “a una mano e mezza”, usata in Europa dalla fine del 1300 e per tutto il 1400, un ibrido tra la spada tipica della cavalleria, ma con un’impugnatura più ampia, e quella a due mani utilizzata dai soldati a piedi, ma con una lama più corta. Poteva quindi essere usata con una o con entrambe le mani per combattere sia a cavallo sia a terra e aveva una grande forza d’impatto. Le analisi condotte sull’arma di Monfalcone durante il restauro effettuato nel Laboratorio del MAN di Aquileia hanno evidenziato che essa era già molto degradata e non più utilizzabile nel momento in cui era stata abbandonata nella bottega del fabbro tra il 1300 e il 1400.

L’imbarcazione romana del Lisert

Imbarcazione romana del Lisert

Una scoperta davvero eccezionale è stata fatta nel corso di indagini archeologiche condotte nel 1970-1973 nell’area del Lisert: dove oggi c’è la terraferma, in età romana esisteva una piccola isola su cui sorgeva una villa nota come villa della Punta. A pochi metri dai resti dell’abitazione venne individuato il relitto di un’imbarcazione adagiato sul fondo roccioso, indizio dell’esistenza di un approdo privato. Della nave, databile come l’edificio residenziale tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C., si conservava il fondo, quasi per intero (11 m x 3,8 m). L’imbarcazione forse era utilizzata per la distribuzione commerciale dei prodotti della villa (olio, vino o salse di pesce). All’interno dello scafo si sono ritrovati alcuni oggetti che erano a bordo: vasi in ceramica, un paniere di vimini e un recipiente di legno contenente uva.

Il relitto è stato oggetto di complicati interventi di recupero e di restauro. È rimasto immerso in acqua dolce per ben sette anni e poi, per tre anni, è stato trattato con sostanze consolidanti. È stato quindi musealizzato ad Aquileia; ora purtroppo non è più esposto a causa dello stato di conservazione deteriorato.


#ripartiamosicuri: informazioni per l’accesso dei visitatori

VEN 10.00-18.00

SAB 10.00-18.00

DOM 10.00-18.00

LUN 10.00-18.00

L’accesso sarà contingentato e regolato all’ingresso dal personale del museo che accompagnerà i visitatori per tutto il percorso di visita.

Gli accessi saranno consentiti ogni ora alle 10.00 – 11.00 – 12.00 – 13.00 – 14.00 – 15.00 – 16.00 – 17.00 e con l’orario estivo anche alle 18.00 per un massimo di 6 persone a cadenza oraria.

Per prenotazioni info@mucamonfalcone.it o 0481494901

All’interno del museo sarà consentita la presenza di un massimo di 12 visitatori scaglionati nelle fasce orarie previste.

Ricordiamo che anche al museo, così come in tutti i locali pubblici è obbligatorio l’utilizzo della mascherina.