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PARITETICA: MAGGIORANZA, RISORSE NECESSARIE CHE GOVERNO DEVE GARANTIRE

CR-FVG (Aula), 23 giugno 2020 – il capogruppo di Progetto Fvg/Ar, Mauro Di Bert (ARC GM)

Problemi di regionalismo e di preconcetti a livello di burocrazia ministeriale che sono quelli di sempre, per il capogruppo di FdI, Claudio Giacomelli. È ora di battere i pugni e smettere di presentarsi davanti al Governo con il cappello in mano, per il capogruppo di Progetto Fvg/Ar, Mauro Di Bert. L’oggetto del contendere non sono sterili numeri ma risorse necessarie per garantire la sussistenza del sistema regione così come lo conosciamo, per il capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Nicoli. Siamo una Regione che ha sempre dato nei momenti di difficoltà generale ma ora quanto richiesto sta diventando un’emorragia insostenibile, per il capogruppo della Lega, Mauro Bordin.

I presidenti dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale si sono espressi oggi in Aula nel corso dell’incontro con la Commissione paritetica sul tema dei rapporti Stato-Regione, in particolare per quanto riguarda gli accordi in materia finanziaria.

Giacomelli ha sottolineato che le specialità delle Regioni autonome sono diverse le une dalle altre; che in passato lo Stato poteva fare delle modifiche unilaterali ai Patti con le Regioni; che i Patti finanziari in questo momento sono centrali; che è giusto contribuire al raggiungimento di un obiettivo ma solo finché lo Stato lo persegue; che tutte le debolezze nazionali si accrescono in Fvg, dal costo del lavoro alla concorrenza, spesso sleale, dei Paesi vicini; che, stretti tra territori economicamente e demograficamente più forti, rischiamo di fare la fine del vaso di coccio.

Di Bert ha parlato di specialità ultimamente esercitata poco e percepita quasi come un fastidio e ha chiesto la collaborazione della Commissione paritetica invece per difenderla tutti assieme. Non sarà facile recuperare il tempo perduto, ha detto rimarcando che il Governo non può continuare a pretendere una collaborazione basata su criteri che non esistono più. Oltretutto, non capisce perché ci siano Regioni più grandi della nostra, che però nel tempo hanno dato molto meno di noi. Questa è l’occasione per curare il contingente, ma anche per spingere verso una specialità che abbiamo dimenticato.

Nicoli ha detto del ruolo, improntato al riconoscimento delle nostre peculiarità, che ha sempre svolto la Regione Fvg nei confronti dello Stato per la negoziazione del contributo alla finanza pubblica, a partire dall’accordo Tondo-Tremonti, con l’assorbimento di oltre il 50% del bilancio per la spesa sanitaria e importanti investimenti rivolti al trasporto pubblico locale, due settori dove le spese in prospettiva saranno molto importanti. E con l’accordo Fedriga-Tria, che è stato il suggello di una negoziazione portata avanti per garantire un minor trasferimento diretto allo Stato. È evidente che sono necessarie delle risorse per garantire la sussistenza stessa del sistema Regione come lo conosciamo oggi.

Bordin ha ricordato che i dati sulla pandemia sono confortanti, la situazione emergenziale è gestita in modo egregio, ma non abbiamo certezze per il futuro. Perciò ci si deve comportare come il buon padre di famiglia che tiene in considerazione non solo la situazione del momento, ma anche i possibili prossimi default. La prudenza è dovuta. Da Regione che ha sempre aiutato, ora il Fvg è una Regione che va aiutata, nel principio di reciproca collaborazione. Non si auspica un contenzioso con lo Stato, ma pare inevitabile. Un aspetto da affrontare è la diversa fiscalità rispetto ad altri Paesi europei: risolvere questa questione permetterebbe di mantenere risorse importanti sul nostro territorio.

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