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OMNIBUS: ROSOLEN, SU SCUOLA NESSUNA INDICAZIONE DA MINISTERO

CR-FVG (Aula), 27mag2020 – Il presidente della VI Commissione, Giuseppe Sibau (ProgFVG/Ar), con l’assessore regionale a Lavoro e Istruzione, Alessia Rosolen (Arc GM)

Approvate in VI Commissione modifiche legislative su istruzione e immigrazione

“Non abbiamo ancora ricevuto neppure un’indicazione scritta da parte del ministero dell’Istruzione. Tutte le Regioni hanno sollecitato soluzioni urgenti per rimediare al vuoto che il Governo sta causando sul tema della scuola. Al momento, infatti, non sappiamo niente (date, composizioni numeriche delle classi, modalità dei rientri e conferme online) e abbiamo difficoltà a operare”.

È quanto affermato oggi a Trieste, nell’Aula del Consiglio regionale, dall’assessore Fvg all’Istruzione, Alessia Rosolen, nel corso dell’audizione in VI Commissione consigliare, presieduta da Giuseppe Sibau (Progetto Fvg/Ar), che ha successivamente espresso parere favorevole a maggioranza e con modifiche alle parti di competenza (capi IV, VIII e X) del disegno di legge 93 multisettoriale, il cosiddetto Omnibus. Relatore delle parti specifiche in I Commissione sarà proprio Sibau.

I nove articoli previsti dal Capo VIII del ddl 93 (sono rimasti esclusi dai lavori il 51 e il 54), relativo a Disposizioni in materia di lavoro, formazione, istruzione e famiglia, sono stati illustrati da Rosolen. “L’articolo 50 – ha spiegato – prevede specifici percorsi formativi riservati al personale dell’Esercito per aumentare le possibilità di inserimento nel mondo del lavoro alla fine del servizio nelle Forze armate. I soggetti attuatori di tali percorsi saranno individuati entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge”. L’articolo 52 è stato invece inserito per “consentire la riscrittura della lr 13/2018 e supportare gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado delle zone montane nell’abbattimento delle spese di ospitalità nei convitti fuori sede”.

Il 53 è legato alla volontà “di equiparare tutte le forme giuridiche che gestiscono le scuole dell’infanzia non statali nel contributo per il contenimento e l’abbattimento delle rette”, mentre il 55 e il 56 alla necessità “di garantire il contenimento delle rette a carico delle famiglie per l’accesso a nidi d’infanzia, anche in seguito a domande pervenute in maniera ritardata o a causa di problemi tecnici. Inoltre, viene dedicata la giusta attenzione ai figli di genitori non conviventi in relazione all’indicatore Isee”.

L’articolo 57 è riservato all’accreditamento ai nidi e ai servizi prima infanzia; il 58 “strettamente legato all’emergenza epidemiologia da Covid-19 – ha evidenziato Rosolen – allunga le tempistiche utili per chiedere l’accreditamento ai Fondi per il contenimento delle rette”.

Spazio, nel 59, anche a un contributo straordinario per la Fondazione Falcon Vial-Fabrici-Morassutti di San Vito al Tagliamento, gestore della Scuola dell’infanzia paritaria Gian Paolo e Federico Morassutti, al fine di evitare eccessivi oneri sulle spalle delle famiglie. Infine, l’articolo 60 proroga al 30 giugno il termine per i beneficiari del bando per il Piano dell’offerta formativa (Pof).

In sede di dibattito, il consigliere regionale Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha espresso la sua preoccupazione “riguardo all’incremento degli abbandoni dei percorsi scolastici”, auspicando “misure per il rilevamento del fenomeno e provvedimenti per arginarlo”. Mauro Capozzella (M5S) ha invece chiesto “un bilancio operativo delle realtà sovvenzionate durante gli ultimi tre mesi di lockdown”.

La consigliera Chiara Da Giau (Pd), infine, ha criticato l’articolo 50 e chiesto chiarimenti in merito ai centri estivi. La risposta dell’assessore ha evidenziato la volontà di offrire ai militari “una formazione anticipata, permettendo loro di avere una qualifica per entrare nel mondo del lavoro dopo la ferma volontaria. Per quanto concerne i centri estivi – ha aggiunto – venerdì scorso abbiamo approvato le linee guida e poi anche la Conferenza delle Regioni ha dato il via libera a un documento da inviare al Governo nazionale. Abbiamo deciso di intervenire anche sulla fascia 0-3 anni e saremo gli unici a livello nazionale a prevedere un tampone preventivo e cautelativo per tutti gli operatori che lavoreranno nell’ambito 0-17 anni”.

Rapida l’illustrazione da parte dell’assessore delegato ai rapporti con il Consiglio regionale, Pierpaolo Roberti, chiamato in prima battuta a descrivere l’articolo 23 del Capo IV dedicato alle disposizioni in materia di autonomie locali, sicurezza, politiche dell’immigrazione, corregionali all’estero e lingue minoritarie. “Il programma per l’integrazione sociale delle persone straniere immigrate passa da triennale ad annuale – ha spiegato – visto che stiamo lavorando sulla nuova norma specifica sull’immigrazione. È stato inserito il requisito minimo organizzativo e gestionale per i servizi di seconda accoglienza riservati ai minori stranieri non accompagnati”.

Alla ferma opposizione del consigliere Honsell, in sede di dibattito ha fatto eco l’intervento del collega Antonio Calligaris (Lega) che ha evidenziato come “la scelta annuale semplifichi il programma educativo per seguire in maniera migliore e più veloce un fenomeno che muta velocemente. Un regolamento vero e proprio per le strutture che accolgono minori non accompagnati era necessario visto che, in precedenza, erano sostanzialmente equiparati agli ospiti di una casa di riposo. Servono norme, controlli e vigilanza”.

Alle richieste di chiarimento da parte di Andrea Ussai (M5S) e della dem Da Giau (“Il limite di questo intervento è che la visione non può essere legata alle emergenze e alle immediatezze, ma a un fenomeno strutturale dai lunghi orizzonti”), l’assessore all’Immigrazione ha replicato di non aver intenzione “di portare un provvedimento su base triennale perché basato su una legge che non condividiamo”.

In merito al Capo X (art. 71) in tema di interventi per la promozione, a livello regionale e locale, delle attività di cooperazione allo sviluppo e partenariato internazionale, Roberti ha indicato l’inserimento di un rappresentante degli enti del Terzo settore, designato dall’organismo maggiormente rappresentativo. In tal senso, Massimo Moretuzzo (Patto) ha chiesto di aggiungere indicazioni precise “sulle modalità per individuare tale rappresentante”.