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NUOVA EDIZIONE PER LA RASSEGNA FVG FOTOGRAFIA ORGANIZZATA DAL CRAF

Bangladesh, Dhaka. View of Kawran bazar slum where hundreds of people live alongside the railway lines

La 34ma rassegna FVG Fotografia organizzata dal CRAF decolla. Con le restrizioni post lockdown e il massimo rispetto delle regole, Il Centro Ricerca e Archiviazione della Fotografia inaugura la nuova edizione della storica rassegna in auge dal 1987 e rilancia la cultura attraverso grandi autori.

“Abbiamo scelto di costruire un progetto “fisico” che restituisse alle nostre comunità il bisogno di cultura – commenta il direttore del CRAF Alvise Rampini – la fotografia ci offre l’opportunità di trasmettere messaggi sociali importanti capaci di stimolare un comportamento più responsabile nei confronti della natura”.

La rassegna, cui è stato attribuito quest’anno il claim strategico #CHANGE, vede la collaborazione della Regione Friuli Venezia Giulia con il sostegno della Fondazione Friuli e il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine. La manifestazione si occuperà delle radicali trasformazioni del pianeta, dei cambiamenti climatici e dell’uomo: “Il CRAF utilizza l’arte della fotografia per innescare una virtuosa riflessione sui temi ambientali – sottolinea il presidente Enrico Sarcinelli – rispettare il mondo nel quale viviamo è un’azione oggi più che mai imprescindibile”.

Friuli Venezia Giulia Fotografia apre dunque ufficialmente il 4 luglio a San Vito al Tagliamento, Comune socio del CRAF, con il progetto espositivo del fotografo Alessandro Grassani “Environmental migrants – the last illusion”, vincitore dell’undicesima edizione del Premio Giornalistico Amilcare Ponchielli. La mostra sarà accolta nella chiesa di San Lorenzo fino al 6 settembre 2020. L’autore documenta la storia e il disagio dei migranti climatici contemporanei della Mongolia, Haiti, Bangladesh e Kenya.

Grassani, che ha esposto il progetto anche al Palazzo delle Nazioni Unite, riceverà dal CRAF il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia, l’ambito riconoscimento in passato attribuito a Mario Giacomelli, Mario De Biasi, Franco Fontana, Nino Migliori, Giovanni Gastel, Letizia Battaglia e molti altri ancora: “Il nostro albo d’oro è prestigioso – sottolinea il presidente – tutti i nomi che hanno segnato la storia della fotografia italiana sono passati al CRAF”. La mostra sarà visitabile gratuitamente dal 4 luglio al 6 settembre alla Chiesa di San Lorenzo. L’inaugurazione potrà essere seguita in diretta attraverso i canali social.

La rassegna proseguirà in autunno a Pordenone con il progetto del fotografo Francesco Comello “L’isola della salvezza”, che ha vinto il terzo posto al World Press Photo. Racconta la vita in un centro spirituale, educativo e culturale in Russia, che oggi accoglie 300 ragazzi. Senza Tv, internet, cellulari e denaro, lavorano la terra, studiano, ballano. Forgiano l’anima e allenano il corpo al cambiamento individuale. A Comello sarà consegnato il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia per un autore regionale. La mostra sarà aperta a Palazzo Ricchieri, dal 9 ottobre al 15 novembre.

L’ultimo appuntamento in programma è a febbraio 2021. Il CRAF a Palazzo Tadea, dal 20 febbraio al 25 aprile, ospiterà il francese Yann Arthus-Bertrand, monumento vivente della fotografia aerea, con la mostra “Home”. Viste dal cielo, le ferite della Terra sono ben evidenti, le immagini documentano i cambiamenti e l’impatto dell’uomo sul pianeta, sensibilizzando tutti allo sviluppo sostenibile dagli oceani alle vette delle montagne, dalla savana africana ai ghiacciai antartici, le sue opere manifestano un profondo rispetto e amore per la Terra. Yann Arthus-Bertrand ha creato nel 2005 la Foundation GoodPlanet. Tra film, mostre, pubblicazioni e programmi formativi, la Fondazione promuove iniziative a tema ambientale in tutto il mondo, per sviluppare la coscienza ecologica collettiva e per venire in aiuto alle comunità più esposte a rischi ambientali.

Yann Arthus-Bertrand riceverà dal CRAF il prestigioso International Award of Photography: “La sua presenza ci onora – commenta Sarcinelli – e, se le restrizioni ce lo permetteranno, contiamo di organizzare un incontro pubblico all’università e la proiezione del suo lungometraggio Home”.