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MUSEI PROVINCIALI: ZIBERNA (FI), CONDIVIDERE SCELTA CON CONSIGLIO COMUNALE DI GORIZIA

“La proposta sulla proprietà indivisa, se non coniugata con la gestione da parte del comune di Gorizia, costituisce letteralmente una presa in giro”

Per i Musei provinciali, la scelta deve essere condivisa con il Consiglio comunale di Gorizia. Proprietà e gestione sono due lati della stessa medaglia. Ad affermarlo è il vicepresidente di Forza Italia in Consiglio regionale, Rodolfo Ziberna, per il quale “il principio e il buonsenso imporrebbero di trasferire proprietà e gestione dalla Provincia al Comune di Gorizia, ma ragioni evidentemente solo di ordine politico non consentono ad una giunta regionale di centro sinistra di farlo”.

Spiega Ziberna: “Come relatore di opposizione della legge regionale con cui – tra l’altro – è stato istituto l’Erpac, l’ente che vuole inglobare anche la gestione dei musei provinciali, anche pertanto a nome del gruppo consiliare di Forza Italia, ero stato estremamente chiaro ed esplicito: quella legge non l’avremmo votata se non avesse previsto gestione e proprietà (con opportuna modifica di altra legge regionale, la 24/2016) in capo al comune di Gorizia. Ciò non è accaduto e noi coerentemente abbiamo votato contro questa legge”.

“Alcuni giorni fa il presidente Gherghetta ha illustrato alla commissione provinciale cultura (alla quale erano stati invitati anche sindaci e consiglieri regionali) una nuova proposta condivisa con l’assessore regionale alla cultura e con rappresentanti del governo nazionale: la proprietà indivisa ai comuni di Gorizia e Monfalcone. Appare evidente che Monfalcone non ha nulla a che fare con i musei provinciali e che lo scopo era quello di non dare il patrimonio ad una città non osservante il credo politico della giunta Serracchiani”.

“I musei si compongono di proprietà e gestione, come due ruote della medesima bicicletta. Senza una ruota ci si fa solo del male senza andare da nessuna parte, ecco perché dopo l’illustrazione della nuova proposta sulla proprietà mi attendevo contestualmente la nuova proposta sulla gestione, che almeno questa deve andare senza dubbio al comune di Gorizia”.

“Personalmente ho sempre ritenuto che ciò contasse maggiormente: più che esserne proprietari, era poter gestire il patrimonio museale (mostre, promozione, iniziative turistiche, ecc.), che rappresenta oltre che l’identità di Gorizia anche uno strumento eccezionale per la promozione del suo territorio, a beneficio di tutta la provincia e di tutta la regione. Ma la proposta sulla proprietà indivisa, se non coniugata con la gestione da parte del comune di Gorizia (naturalmente con la compartecipazione della Regione, dell’Uti, del Gect, ecc.), costituisce letteralmente una presa in giro”.

“Per le ragioni esposte se la Regione dovesse proporre al nostro gruppo consiliare una proprietà indivisa tra Gorizia e Monfalcone ma la gestione assegnata al comune di Gorizia sarà senza dubbio mia premura chiedere un incontro al sindaco ed ai firmatari dell’ordine del giorno bipartisan approvato dal Consiglio comunale di Gorizia per caldeggiare questa soluzione di compromesso, che vede soddisfatte al 50% le ragioni legittime del territorio e dei cittadini e l’ambizione della Giunta regionale di imporre con la forza scelte di natura partitica”.

“Insomma personalmente sarei disposto a spendermi per verificare la possibilità di una rinuncia alle sacrosante ragioni di principio pur di chiudere, con la gestione in capo al Comune, una vicenda che fa male a Gorizia, che si vede mortificata una volta di più per ragioni esclusivamente politiche”.

“Il voto mio e di Forza Italia in Consiglio regionale – assicuro sin d’ora – sarà rispettoso delle scelte del Consiglio comunale di Gorizia. Infatti va riconosciuto ed apprezzato, a questo proposito, come esso, in occasione delle grandi scelte per la propria città, si dimostri coeso, al di là degli steccati politici e ideologici, nella comune consapevolezza di essere un territorio oggetto di reiterate espropriazioni, nella sanità, come nelle risorse destinate agli enti locali ed ora nel proprio patrimonio culturale. Nei prossimi giorni anche della propria acqua e relative tariffe”.