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MUSEI PROVINCIALI: ORETI, “COMPROPRIETA’ CON MONFALCONE SCELTA INFELICE”

“Le scelte del Pd provinciale e regionale sono palesi e si articolano secondo il principio che: tutto ciò che è mio resta mio e tutto ciò che è tuo diventa nostro”

“Finalmente la Provincia ha svelato l’arcano riguardo agli esiti dell’incontro con il Ministero dei beni e attività culturali per accertare il futuro dei musei cittadini!”.

Così il il capogruppo della lista civica “Per Gorizia” e coordinatore provinciale di Autonomia Responsabile, Fabrizio Oreti, dopo aver appreso della decisione di passare la proprietà delle opere e dei beni dei Musei provinciali ai Comuni di Gorizia e di Monfalcone; una proprietà, come hanno spiegato dalla Provincia di Gorizia,” che sarà ‘indivisa’, vale a dire che i due Comuni saranno entrambi proprietari del 100% del patrimonio museale”.

“La giunta regionale, avallata dalla provincia stessa, è pronta attraverso una ennesima legge a passare la proprietà dei beni culturali dei musei provinciali a Gorizia e Monfalcone per un valore di circa 94 milioni di euro – commenta Oreti – A questo punto però una domanda sorge spontanea: cosa c’entra Monfalcone con i musei goriziani? Semplicemente nulla! A prescindere da quale angolatura si tratti l’argomento”.

“Una chiave di lettura – osserva Oreti – potrebbe essere politica: se il presidente della Provincia si candidasse come prossimo sindaco di Monfalcone, porterebbe con sé una buona dote a favore del suo territorio e a prescindere dalla sua ipotetica candidatura rimarrebbe comunque un valore importante ottenuto dal PD utile in campagna elettorale”.

“Non va dimenticato poi – stigmatizza Oreti – che a giugno ci sarà il referendum sulla fusione dei comuni tra Monfalcone, Staranzano e Ronchi, se passasse il sì, la proprietà museale passerebbe non a Monfalcone ma al maxi comune che si verrebbe a creare”.

“In questo quadro, altro elemento negativo resta la gestione dei musei che viene accentrata dalla Regione attraverso l’obbrobrio dell’Erpac un nuovo ente pronto a mettere seduti altri colletti bianchi. Insomma diventiamo ospiti in casa nostra!”

“Le mie rimostranze – precisa l’esponente di AR – non aspirano a creare campanilismi ma vogliono evidenziare che quando c’è da pescare si apre a Monfalcone, tra l’altro, in chiave futura, appartenente ad un’altra UTI; una città in cui la politica di sinistra ha sempre aperto a Trieste (vedasi l’unione dei due porti) e chiuso a Gorizia (vedasi l’unione dei poli industriali); se ci fosse volontà di unire i territori si dovrebbe farlo a 360 gradi e non solo quando conviene”.

“Le scelte del Pd provinciale e regionale sono palesi – conclude Oreti – e si articolano secondo il principio che: tutto ciò che è mio resta mio e tutto ciò che è tuo diventa nostro”.

MUSEI PROVINCIALI: UNA PROPRIETA’ “INDIVISA” TRA GORIZIA E MONFALCONE