TABLETquotidiano

L'informazione on line

MAURO FERRARI SPIEGA SCOPERTA DI UN NANOFARMACO CONTRO TUMORI

Si tratta del nanofarmaco iNPG-pDox, frutto del lavoro del suo team di ricercatori dello Houston Methodist Research Institute

Si è svolto questo pomeriggio all’aeroporto di Ronchi dei Legionari (GO) un incontro – conferenza con Mauro Ferrari, scienziato di fama internazionale impegnato nella ricerca sulle nanotecnologie e nel campo della bioingegneria applicata, che in occasione del suo rientro in Friuli per partecipare all’Unesco Cities Marathon ha illustrato l’importante scoperta di un nanofarmaco contro il tumore, frutto del lavoro del suo team di ricercatori.

“Abbiamo messo a punto un farmaco composto da nanoparticelle in grado di penetrare direttamente nelle metastasi causate dal cancro al seno in organi come polmoni e fegato, distruggendole. Il nuovo nanofarmaco (iNPG-pDox) – ha dichiarato Mauro Ferrari – si dimostra capace di curare completamente le metastasi polmonari ed al fegato in modelli animali, ovvero in topi con tumore al seno. Circa il 50% delle cavie guarisce completamente, mentre il restante 50% continua a vivere per almeno altri 5 anni.”

“Un risultato importantissimo – ha proseguito Ferrari, presidente del Houston Methodist Research Institute e primo autore dello studio – alla luce del fatto che non ci sono terapie attualmente disponibili per i tumori metastatici, di origine mammaria o di qualsiasi altra origine”.

L’obiettivo è iniziare i test sull’uomo nel 2017: ”Non farei mai promesse eccessive alle migliaia di malati di cancro, ma i risultati del nuovo nanofarmaco sono sbalorditivi, conclude l’esperto. L’eliminazione delle metastasi si vede dopo pochi giorni dell’iniezione del farmaco: negli animali le metastasi residue spariscono nel giro di qualche settimana e in più della metà degli animali non si ripresentano più. Le sperimentazioni cliniche, fase uno e fase 2 (su pazienti sani e su pazienti malati), partiranno entro 12 e 18 mesi dopo aver ottenuto l’approvazione dall’ente omologatore. Per l’Italia abbiamo sentito prontamente il presidente dell’Afa Mario Melazzini con cui stiamo cercando di trovare un modo per portare una sperimentazione clinica corrispondente che si sviluppi in parallelo o anche prima. Per il futuro si può pensare a prossimi sviluppi per la creazione di altri farmaci per tipologie differenti di tumori”.