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LAVORO: OK DA GIUNTA A DDL SU OCCUPAZIONE E TUTELA QUALITÀ LAVORO

Alessia Rosolen, assessore regionale al Lavoro, in una foto d’archivio
Foto ARC Montenero
Regolarità, solidità e sicurezza nella sua accezione più ampia. Sono alcuni dei principi chiave che devono contraddistinguere il lavoro, sui quali la Regione ha posto l’accento all’interno del disegno di legge approvato questa mattina dalle Giunta del Friuli Venezia Giulia.

È questo, in sintesi, il concetto espresso dall’assessore regionale al Lavoro nell’illustrare il ddl che corregge, migliora e attualizza la legge regionale 18 del 2005.

La Regione ha concertato il disegno di legge con i portatori d’interesse del comparto, attraverso numerosi confronti in video conferenza, per accogliere le loro proposte e trovare una sintesi. Il testo emerso da tale dialogo è completo ed organico e punta a prevenire e intercettare le complessità del settore e creare le condizioni affinché queste possano essere gestite e riconvertite in occasioni di sviluppo.

Al netto di inevitabili innesti legati alla digitalizzazione, all’innovazione e al riferimento al lavoro agile, la legge 18/2005 contiene numerosi punti di forza e le modifiche introdotte dal ddl, che sarà ora sottoposto al vaglio del Consiglio regionale, consentiranno di valorizzare i comparti della formazione e dell’orientamento, mentre benessere aziendale e responsabilità sociale di impresa assumeranno un ruolo centrale. Il testo consente di normare un sistema evoluto e particolarmente complesso, che spazia dal comparto della formazione e dell’orientamento fino ai centri per l’impiego, coinvolgendo tutti i soggetti che ricoprono un ruolo, nel rispetto delle singole competenze, all’interno del mercato del lavoro. Nel testo sono stati inseriti passaggi significativi sulla responsabilità sociale d’impresa ed è stato riconosciuto un ruolo primario alla famiglia, con un’attenzione particolare all’aspetto umano del lavoratore, anche nell’accezione di individuo inserito in una comunità.

Il ddl contiene anche interventi dedicati alle persone svantaggiate, nei cui confronti vengono assunte misure specifiche rispetto ai percorsi formativi, di inserimento e di reinserimento nel mercato del lavoro e l’auspicio della Regione è che il documento rafforzi il testo unico regionale in materia di politiche del lavoro quale veicolo condiviso di crescita economica e coesione sociale.

Analizzando il mondo del lavoro nel suo complesso, secondo la Regione negli ultimi quindici anni è stato registrato un peggioramento del quadro generale a causa del combinato disposto di fattori che prescindono dall’operato del legislatore regionale. Alle conquiste legate alla tecnologica, all’innovazione e alla digitalizzazione hanno fatto da contraltare alcune regressioni sul piano delle tutele e della sicurezza. La crisi del 2008 e l’emergenza Covid-19 hanno contribuito in modo determinante all’inasprimento e all’acutizzazione delle criticità generali, quindi la legge 18/2005 è divenuta un punto di riferimento importante per il tessuto produttivo, le associazioni di categorie e le sigle sindacali. La Regione ha quindi voluto mantenere l’impianto ella norma contestualizzando alcuni aspetti cruciali e innestando alcune componenti che la renderanno più coerente con l’attuale momento storico.