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MI RICORDO UNA CANZONE…”LA VOCE DEL SILENZIO”

Questa settimana Andrea Direnzo ci propone un brano del 1968 interpretato da Dionne Warwick, Tony Del Monaco, Mina…

 

 

Aveva le idee molto chiare il Maestro Elio Isola nel momento in cui inviò il provino de La voce del silenzio negli Stati Uniti, direttamente a Dionne Warwick, la raffinata “musa nera” per cui l’aveva composta. Il brano piacque molto sia alla cantante sia al suo pigmalione Burt Bacharach che per lei aveva scritto, insieme ad Hal David, successi internazionali come Don’t Make Me Over, Anyone Who Had A Heart e I Say I Little Prayer For You. L’occasione giusta per proporla fu il Festival di Sanremo del 1968. Una ribalta non certo nuova per la Warwick, che vi aveva partecipato l’anno prima, senza arrivare in finale, presentando Dedicato all’amore abbinata a Peppino Di Capri. Ma La voce del silenzio era un’altra storia, anche per il testo assai ispirato scritto da Paolo Limiti insieme a Mogol.

Recente raccolta di Tony Del Monaco

Come interprete italiano fu scelto Tony Del Monaco, un giovane di Sulmona dotato di una bella voce baritonale, che si era fatto notare con canzoni quali L’ultima occasione e Vita mia. Nonostante ci fossero tutte le carte in regola per un successo clamoroso, La voce del silenzio si piazzò soltanto nona tra le quattordici finaliste, dopo La tramontana (Gianni Pettenati/Antoine) e prima di Mi va di cantare (Louis Armstrong/Lara Saint Paul). In questa edizione trionfò Canzone per te di Sergio Endrigo in coppia con Roberto Carlos, a seguire Casa bianca (Ornella Vanoni/Marisa Sannia) e Canzone (Adriano Celentano/Milva). Anche i rispettivi 45 giri non ebbero grande fortuna a livello commerciale; unica nota positiva fu che la cantante incise il brano in inglese con il titolo Silent Voices pubblicandolo nel suo LP Valley Of The Dolls.

Non sempre ciò che vale viene subito apprezzato. La storia della canzone italiana è piena di episodi del genere. Mina fiutò il potenziale de La voce del silenzio e la propose (insieme all’altra sanremese Deborah) durante i concerti alla Bussola di Viareggio con l’orchestra di Augusto Martelli, inserendola poi in versione live nell’LP Dalla Bussola dal vivo. Il miracolo avvenne. Finalmente La voce del silenzio cominciò ad avere l’attenzione che tanto meritava. In ciò il ripescaggio della “Tigre di Cremona” si rivelò decisivo, anche grazie alla sua partecipazione come primadonna a Canzonissima ‘68, il seguitissimo show del sabato sera nel quale la interpretò varie volte in maniera superlativa. La versione studio fu poi pubblicata nell’album che prese il titolo dalla gara musicale e l’anno dopo anche in Incontro con Mina. In definitiva, La voce del silenzio diventò, ed è ancora considerato, uno dei “cavalli di battaglia” di Mina. Ad oggi, la versione a cui si fa riferimento, come se fosse l’originale, è proprio la sua.

LP “Canzonissima 68” di Mina in cui è contenuta “La voce del silenzio”

Come tutti i classici che si rispettino, La voce del silenzio conta un numero considerevole di cover da parte di molti artisti che l’hanno o incisa o interpretata in televisione e dal vivo. Di sicuro tra le versioni più belle si annoverano, in particolare, quelle delle interpreti della scuderia di Ci vediamo in TV, programma televisivo di Paolo Limiti andato in onda dal 1996 al 2002 sulle reti Rai. L’elenco sarebbe davvero lungo ma non si può evitare di menzionare le splendide interpretazioni di Irene Fargo (incisa in Vai da lei, 1999) e Gilda Giuliani (Serena, 1996), rese uniche dalla loro straordinaria e originale impronta vocale; altrettanto magistrali le proposte di Giovanna (Le canzoni di Paolo Limiti, 2000), Alessandra (Ancora canzoni d’amore, 2001), Tiziana Rivale (Angelo biondo, 1998),  Nicola Congiu (Schiavi, 2002) e del duo Rita e Aris (Alle due su Rai 1, 2000). L’hanno eseguita solo dal vivo, sempre nelle trasmissioni di Limiti, la grintosa Stefania Cento, il tenore Gianluca Terranova e la talentuosa Mirna Doris. Andando sul versante maschile, brilla di intensità la versione di Massimo Ranieri con Jenny B, inserita nel disco del cantante napoletano Canto perché non so nuotare del 2006; emozionale e accorata è la cover di Franco Simone, contenuta nell’album Dizionario (rosso) dei sentimenti del 2003; il tenore toscano Andrea Bocelli l’ha incisa nella raccolta Vivere del 2007 e nello stesso anno riproposta anche dal vivo con Elisa nel documento live Vivere: Live in Tuscany. Ancora Francesco Renga nell’album Orchestraevoce (2009) e il giovane Diodato nel disco di cover A ritrovar bellezza (2014).

Ritornando alle signore, Ornella Vanoni l’ha proposta con un arrangiamento molto raffinato tra le venti cover interpretate nel doppio LP Ornella &… dell’86; Orietta Berti ha inserito il brano nel disco Emozioni d’autore del 2003; Aura D’Angelo nell’album Dal mondo…con Genova nel cuore del 2008; infine la misconosciuta Daniela Pedali, che nel 2003 ha partecipato nella sezione Giovani del Festival di Sanremo del 2003, l’ha incisa in versione r&b nel suo disco d’esordio, Libera (2001). A livello televisivo, oltre i programmi di Limiti, La voce del silenzio è forse tra le canzoni più “sfruttate”; degne di nota le versioni di Renato Zero (eseguita in concerto), Alex Baroni (Sanremo Giovani, 1996), Loretta Goggi (Loretta Goggi in Quiz, 1985), Iva Zanicchi e Luca Laurenti (Buona domenica, 2007), Silvia Mezzonotte (Speciale Mina, 2007), Albano e Rosalia Misseri (Ti lascio una canzone, 2008), Chiara Iezzi (The Voice Of Italy, 2015). Su tutti splende la stella di Mia Martini che l’ha cantata, come lei solo sapeva fare, durante la trasmissione Papaveri e papere (1995) all’interno di un medley dedicato a Sanremo e che comprendeva La voce del silenzio, La notte dell’addio, Maledetta primavera e La nevicata del ’56.

Raccolta in CD dal programma di Paolo Limiti

Paolo Limiti, l’autore del testo, a proposito del brano ricorda: «Le canzoni si scrivono nei momenti e per i motivi più diversi: io in genere le scrivevo di notte e mi ispiravo a fatti veri, a sentimenti provati, a persone che conoscevo e amavo. Il testo per La voce del silenzio mi fu suggerito da mia madre. Era per noi un periodo difficile, perché mio padre era scomparso da poco. Un giorno lei mi disse: “Anche quando si sta soli, non si è mai soli: il silenzio ha la voce delle persone care che non ci sono più”. La voce del silenzio, che è stata la canzone del mio primo Sanremo, mi ha dato nel tempo molte soddisfazioni; una volta dovettero sospendere il Festival di Castrocaro perché su 25 cantanti 21 si volevano presentare con questo brano, che è anche stato il più richiesto dal pubblico di Ci vediamo in TV» (da Canzone amore mio, De Agostini, 1999). «è un brano che ogni volta mi da un’emozione incredibile e che trasmette al pubblico quelle sensazioni che la canzone vuole comunicare» – è il parere di Gilda Giuliani – aggiungendo: «Avendo lavorato per tanti anni con Limiti, con il suo aiuto sono scesa dentro alla grande intimità e al senso profondo di tristezza e gioia che il testo vuol significare, cioè quel momento che lui ha vissuto in simbiosi con la mamma nel continuare a vivere dopo la morte del padre». Concorda Tiziana Rivale: «Mi è sempre piaciuta ancor prima di sapere chi fosse l’autore del testo. è un brano il cui spessore emerge fin dal primo ascolto». Infine Giovanna Nocetti: «Quanto si potrebbe scrivere su questa canzone, milioni di parole e sinceramente non sarei all’altezza di esprimere fino in fondo quello che suscitano in me. Posso solo dire che quando l’ho ascoltata alla Bussola di Focette, nel lontano 1968 cantata da Mina, sono sobbalzata dalla sedia. Lei, Mina, con la sua voce ha incarnato la perfetta malinconia di un ricordo lontano e tanto vicino da farmi tremare. Ancora oggi, quando l’ascolto, provo le stesse sensazioni. Paolo Limiti ha colto nel segno. Se ancora oggi, dopo quaranta anni viene eseguita, vuol dire che le parole vestite da una musica perfetta sfidano il tempo».

Andrea Direnzo