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ISTRUZIONE: REGIONE FVG CHIEDE INDICAZIONI SU DOCENTI E PERSONALE ATA

Ancora risposte vaghe dal ministero dell’Istruzione rispetto ai criteri, ai modi e alle tempistiche con cui verrà assegnato il personale docente all’Ufficio scolastico regionale, che lavora sotto organico e coadiuvato dal solo personale della Regione, né indicazioni o rassicurazioni sono giunte per colmare la carenza di docenti e personale Ata.

Lo ha riferito l’assessore regionale all’Istruzione al termine di un confronto in videoconferenza tenuto con il ministro competente e gli assessori regionali con delega all’Istruzione delle altre Regioni.

E’ stato evidenziato da parte dell’assessore come già da tempo il Friuli Venezia Giulia abbia richiesto criteri oggettivi e tempi certi per il riparto del personale di cui necessita per l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle disposizioni vigenti legati al Covid-19. Il fabbisogno è quantificato in 1.164 docenti, almeno 30 unità di personale educativo, 1.397 collaboratori scolastici, almeno 130 assistenti tecnici per i quali è stata chiesta e ottenuta relativa garanzia rispetto alla proroga della misura sperimentale attivata nelle scuole secondarie di primo grado.

Urgente è poi, come osservato dall’assessore, il tema legato alle Fondazioni Its (Istituti tecnici superiori) per le quali tardano ad arrivare informazioni specifiche rispetto al ristoro delle spese straordinarie sostenute negli ultimi mesi e non giungono novità circa la destinazione dei fondi legati a “industria 4.0” per eventuali laboratori o altre infrastrutture.

La mancanza di indicazioni ministeriali nei confronti dei percorsi Its, anche alla luce dell’efficacia formativa e degli esiti occupazionali degli stessi, è un elemento critico che sta mettendo a rischio il lavoro sin qui svolto e l’investimento sostenuto per garantire l’efficacia formativa e gli sbocchi occupazionali legati al ciclo di studio, anche perché privi al momento del necessario raccordo con il ministero dell’Università e ricerca per le lauree professionalizzanti.

Ancora incerta infine è la condizione degli insegnanti magistrali per i quali è urgente assumere un orientamento a livello nazionale che risolva l’annosa condizione di destabilizzante precarietà rischiosa anche per la continuità didattica dei plessi regionali.