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ISTRUZIONE: PICCIN (FI), DIVERSE DATE ESAMI POSSONO CREARE DISCRIMINAZIONI

Mara Piccin, consigliera regionale di Forza Italia (ARC Montenero)

“Un’intera categoria di studenti maturandi, allo stato attuale, è discriminata, con pesanti ripercussioni sulla propria carriera lavorativa futura o sul proseguimento della loro istruzione: è quella dei privatisti, ben 17 mila in Italia, che per effetto del decreto dell’8 aprile del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, dovranno affrontare l’esame di Stato non a giugno, bensì nella sessione straordinaria, quindi probabilmente a settembre. Il ministro continua a evitare il confronto con le Regioni: per lo meno, inizi a rispettare tutti gli studenti, evitando discriminazioni”.

Lo afferma in una nota la consigliera regionale Mara Piccin (Forza Italia), che ha presentato in merito un’interrogazione che ha ricevuto risposta dall’assessore regionale Alessia Rosolen.

“Impossibile interloquire con Azzolina – osserva la forzista – su questo e molti altri problemi relativi al futuro della nostra scuola. Almeno, come assicurato dall’assessore, sappiano che questo problema derivante dal suo decreto gli è stato sottoposto. Giova ricordare al ministro pentastellato che i privatisti sono studenti che per motivi disparati, spesso legati a problemi di salute, lavoro o perché frequentano a livello agonistico un’attività sportiva, hanno scelto di preparare da casa il programma degli ultimi anni scolastici”.

“Dallo slittamento di mesi dell’esame di Stato – prosegue Piccin – deriverà per loro l’impossibilità di poter sostenere i test di ingresso per iscriversi alle facoltà a numero chiuso, che di solito si svolgono alla fine dell’estate, o di poter intraprendere un nuovo percorso lavorativo. Il posticipo della sessione d’esame precluderebbe la possibilità di accedere a concorsi pubblici richiedenti un diploma superiore, con gravi danni alla carriera lavorativa futura”.

“Con questo decreto, il governo giallorosso crea di fatto studenti di serie A e di serie B. Viste anche le difficoltà logistiche di questo periodo – conclude la consigliera – è auspicabile che i test di idoneità non siano effettuati e che sia dato accesso agli esami direttamente, come avviene per tutti gli altri maturandi”.