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IMMIGRATI: “I CONTAINER DI MSF VADANO NEI COMUNI ROSSI DELLA PROVINCIA”, intervento di Fabrizio Oreti

Capogruppo della lista civica “Per Gorizia” e coordinatore provinciale per Autonomia Responsabile

“Continuo a rimanere perplesso dal comportamento del presidente dell’ente intermedio Gherghetta che invece di impegnare la sua giunta nei compiti istituzionali previsti la lascia spaziare a suo libero arbitrio. Tanto per essere chiaro, mi riferisco alle ultime accuse mosse nei confronti della Prefettura in merito all’accoglienza immigrazione. Per fare un po’ di chiarezza, va precisato tra l’altro che la Provincia non ha alcuna competenza in merito e sarebbe ora che la smettesse di mettersi in mezzo con iniziative infelici (vedasi la tendopoli allestita in pieno centro due estati fa).

Le ultime insinuazioni lanciate dalla provincia all’organo che rappresenta lo Stato sul territorio, altro non sono che una richiesta esplicita per impegnare la Prefettura nei confronti del Comune per mantenere i container di Medici Senza Frontiere in città oltre il tempo previsto.

A fine febbraio saranno trascorsi tre mesi dall’insediamento a Gorizia di MSF e, secondo le normative comunali vigenti, i loro container dovranno essere smontati e portati altrove.

Nel prossimo consiglio comunale del 29 febbraio, come gruppo consiliare torneremo a ribadire a chiare lettere che i container di MSF devono lasciare la città in tempo debito e l’organizzazione internazionale può benissimo dislocarsi altrove, se lo reputeranno opportuno potranno dislocarli sempre in provincia di Gorizia ma nei tanti comuni “rossi” che pretendono l’accoglienza ma non a casa propria; considerato che sono moltissimi, MSF avrà sicuramente l’imbarazzo della scelta.

Torno a ribadire che, secondo il piano regionale (mai applicato) della Giunta regionale, Gorizia non può e non deve accogliere più di 70 profughi.

L’unica eccezione che potrebbe trovarci d’accordo con il mantenere i contanier in città sarebbe chiudere tutti i punti di accoglienza sparpagliati a Gorizia e lasciare un solo centro di accoglienza con i moduli abitativi di MSF senza mai superare il tetto dei 70/80 profughi.