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GIUNTA FVG APPROVA PROTOCOLLO CON ANCI E OOSS SU SICUREZZA LAVORO

Pierpaolo Roberti, assessore regionale alle Autonomie Locali, in una foto d’archivio
Foto ARC Montenero
Regione Friuli Venezia Giulia, Anci e Organizzazioni sindacali di categoria hanno condiviso un protocollo d’intesa per la gestione della sicurezza dei luoghi di lavoro nelle amministrazioni pubbliche del Comparto unico, finalizzato ad arginare la diffusione del Covid-19.

Il testo del protocollo è stato approvato oggi dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Funzione pubblica, Pierpaolo Roberti dopo diversi confronti tenutisi nelle scorse settimane tra l’Amministrazione regionale, l’associazione dei Comuni e le rappresentanze sindacali.

L’intento, come ha sottolineato Roberti, è quello di “fornire delle linee guida che ciascuna amministrazione del Comparto unico del pubblico impiego regionale e locale, nella sua autonomia, è tenuta ad applicare tenendo conto delle condizioni di partenza, della dimensione, della collocazione geografica, del grado di diffusione del virus e delle specifiche condizioni di ogni rispettiva comunità locale. Le linee guida affrontano la fase emergenziale, con uno sguardo futuro anche al ritorno alla normalità”.

“In questo modo – ha spiegato ancora Roberti – sono state definite le misure comuni di prevenzione e protezione da attuare nella gestione dell’emergenza per ridurre al minimo i rischi di diffusione del contagio e salvaguardare la salute dei lavoratori del pubblico impiego e dei cittadini che fruiscono dei servizi resi dalla Pubblica amministrazione a tutti i suoi livelli”.

Il protocollo si applica a tutti i lavoratori delle amministrazioni del Comparto unico del pubblico impiego regionale e locale, indipendentemente dalla natura del rapporto di lavoro, e all’utenza esterna che debba accedere all’interno dei luoghi di lavoro delle Pubbliche amministrazioni.

Le linee guida attribuiscono centralità al ricorso al lavoro agile (o smart working) che si conferma la modalità ordinaria di organizzazione dell’attività lavorativa nella fase di emergenza, con la preventiva qualificazione delle funzioni da svolgere per una miglior gestione dell’attività. Di conseguenza è previsto il potenziamento delle soluzioni tecnologiche per l’accesso da remoto e il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia nel fornire l’adeguata dotazione informatica.

Sono inoltre previste misure di natura prettamente sanitaria e di sicurezza che si concretizzano in regole igieniche e di protezione individuale, quali distanziamento sociale, lavaggio frequente delle mani, protocolli di igienizzazione e sanificazione degli ambienti, comportamenti individuali, controllo e limitazioni degli accessi, informazione al personale, attività nei cantieri. Il documento raccomanda anche l’individuazione, da parte di ogni amministrazione, dei soggetti che non devono essere richiamati a svolgere l’attività in presenza in quanto sottoposti a maggior rischio per la salute personale. Si tratta dei lavoratori immunodepressi, dei soggetti con patologie croniche o determinate condizioni mediche di base, delle donne in gravidanza, dei portatori di disabilità (con valutazione da fare caso per caso) e dei lavoratori sopra i 65 anni. Vi è poi l’impegno conclusivo ad affrontare, nelle competenti sedi, tutti gli aspetti relativi all’applicazione dell’istituto del lavoro agile nella fase successiva a quella generata dall’emergenza epidemiologica.