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GIOVANI: “GLI IMMORTALI DELLA MOVIDA”

Evviva la quarantena è finita!!! Tutti fuori, tutti liberi! Tanto non può accadere a me!

Le immagini, che arrivano da tutta Italia, dai navigli di Milano a Gorizia, dall’Emilia, da Palermo, da Trieste, da tutte le città dove c’era l’abitudine della movida, mi riportano a un triste ricordo. L’inizio della I Guerra Mondiale. La storia si dimentica facilmente e, soprattutto, è il passato. E il passato non appartiene ai giovani.

Quando il primo conflitto scoppiò, la migliore gioventù si arruolò anche volontaria: “torneremo a Natale”, salutavano famiglie e fidanzate dalle tradotte. Perché, per uno straordinario meccanismo di Natura, c’è un periodo della crescita umana in cui si ha il senso dell’immortalità, la si potrebbe chiamare la sindrome di Highlander, che probabilmente si determina anche per la forza riproduttiva che trova il suo culmine in quell’età.

I dati demografici prodotti dall’Istituto Superiore di Sanità sulle morti per Covid 19 sembrano dare loro ragione. A non farcela sono stati gli anziani, anzi i vecchi, con una curva a salire rapidamente dai 60 anni in su, con una età media sugli 80, la maggior parte con patologie preesistenti. I decessi, al 3 aprile, di giovani tra i 20 e i 29 anni rappresentavano lo 0,1 % e sono rimasti più o meno in questa media.

Ma la verità è un’altra. Secondo le analisi dell’epidemiologo Eric Feigl-Din della Harvard University proprio la fascia di popolazione meno colpita dal Coronavirus che va dai 20 ai 29 anni e in parte si estende anche a quella tra i 30 e 39 anni è la più infetta, ma anche quella più asintomatica e inconsapevole veicolo di trasmissione della malattia.

Gli studi fatti all’estero, ma anche a Vo’ Euganeo, anche secondo le dichiarazioni del prof. Sergio Romagnani, docente di Immunologia all’università di Firenze, confermano che soprattutto i giovani sono i soggetti più capaci di rilanciare il Covid non solo tra i loro coetanei, ma principalmente nelle famiglie dove è più facile che si ritrovino persone, quelle persone, gli anziani, i vecchi, che poi si ammalano veramente e se ne vanno da soli.

Buon senso vorrebbe che i nostri “immortali” ne prendessero coscienza, usassero la mascherina, evitassero assembramenti e comprendessero che hanno ancora la vita davanti per l’ora dell’aperitivo.

F.Fav.