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FVG-UE: ZANIN, REGIONI HANNO AGITO MEGLIO DELLO STATO

Il presidente del Cr Fvg, Piero Mauro Zanin

“L’emergenza prima sanitaria e poi socio-economica che stiamo vivendo da qualche mese con sempre maggiore consapevolezza ha messo in dubbio molte nostre certezze, rimescolando le scale di valori così come i rapporti istituzionali e la conseguente percezione della popolazione rispetto all’attività di governo del territorio. Va preso atto che, soprattutto in Italia, le Regioni hanno dimostrato la loro essenzialità, agendo meglio e più velocemente dello Stato e contribuendo a favorire l’azione dei sindaci che sono stati e sono il primo punto di contatto diretto con i cittadini”.

È la valutazione che il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin, esprime a margine della nomina a vicepresidente della Commissione Cittadinanza, Governance, Affari istituzionali ed esterni (Civex) del Comitato europeo delle Regioni, ovvero l’Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell’Unione europea.

“Ecco perché – sottolinea Zanin – dobbiamo lottare in ogni sede, costruendo un fronte sempre più compatto, affinché la deriva centralista possa arrestarsi a favore di un federalismo che è l’unica strada per arginare il rischio default. La nostra regione si è sempre caratterizzata tra le più virtuose d’Italia nella gestione di risorse e competenze, dimostrando anche nelle tre fasi della crisi provocata dalla pandemia capacità di reazione e organizzazione superiori alla media”.

“Tutto ciò – insiste il presidente del Cr Fvg – non può e non deve passare inosservato ma, al contrario, deve unirci in un dialogo con lo Stato che vogliamo sia costruttivo quanto determinato, consci che l’obiettivo di riequilibrare il dare-avere segnerà, anzi deciderà il nostro futuro”.

“L’esperienza che stiamo vivendo tra lockdown e ripresa – evidenzia ancora Zanin – ci ha fatto capire cosa significhi essere il livello più vicino alle persone, alle famiglie che hanno affidato a noi il compito di legiferare e agire nell’esclusivo interesse della comunità che rappresentiamo. Da tutti loro – conclude – ci giunge la forza per chiedere e ottenere un riconoscimento concreto, tangibile e risolutivo”.