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FORNI AVOLTRI (UD): COMUNE RISCHIA DEFAULT PER ASILO PROFUGHI MINORENNI

Il Comune di Forni Avoltri, piccolo centro della Val Degano in Carnia di 600 abitanti, rischia il rosso in bilancio per l’accoglienza data ad alcuni profughi immigrati minorenni dal mese di aprile. L’amministrazione comunale ha chiesto dunque l’intervento delle autorità locali ed anche del ministro dell’Interno Angelino Alfano per evitare il default.

Il problema è sorto quando, raccogliendo dati per le pratiche di richiesta di asilo dei profughi ospitati a più riprese, si scopre che 4 prima e un altro dopo, sono minorenni. Le regole riguardanti il differente regime di trattamento per la gestione dei profughi prevedono che l’ospitalità dei maggiorenni sia a carico dello Stato mentre quella dei minorenni a carico dei Comuni in cui vengono trovati.

Quando sono stati individuati, i minorenni sono stati subito trasferiti in una delle strutture della provincia deputate ad accogliere ragazzi ed a seguirli nel percorso di formazione fino alla maggiore età. Solo che la struttura che li ha in carico ha ora presentato al Comune un conto da saldare di circa 10 mila euro per l’ospitalità offerta nei mesi di aprile e maggio ai primi 4 adolescenti individuati. E il conto potrebbe lievitare, al ritmo di 80 euro al giorno per ragazzo, quando verranno fatti i calcoli per i mesi successivi.

Ai quattro adolescenti, intanto, se ne è aggiunto un quinto, un diciassettenne del Mali, giunto il nove giugno scorso con un gruppo di una ventina di profughi. L’amministrazione comunale sostiene di non essere l’istituzione tenuta a pagare il debito poiché i minorenni non sono stati trovati sul territorio di Forni ma altrove.

“Non c’è nessun pregiudizio nell’accoglierli, la popolazione ha dato la massima disponibilità verso questi migranti e anche loro si sono comportati in maniera ineccepibile – spiega la sindaca di Forni Avoltri, Clara Vidale – ma non possiamo pagare il conto per i minori, che peraltro non sono stati trovati sul nostro territorio, ma qui accompagnati sulla base dei piani di gestione dell’emergenza profughi insieme con gruppi di stranieri maggiorenni. Rischiamo di andare fuori bilancio».

La sindaca ha immediatamente scritto a Prefettura, Questura di Udine e commissariato di Tolmezzo, al Tribunale per i minori di Trieste e anche al ministro Alfano, per chiedere che il conto, anche per i minori, sia posto in carico allo Stato.