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FASE 2: ZALUKAR (MISTO), PERMETTERE TEST SIEROLOGICI AI PRIVATI

“Il Friuli Venezia Giulia partecipa all’indagine epidemiologica nazionale attraverso i test sierologici per avere maggiori informazioni in merito alla la diffusione del Cornavirus, ma, inspiegabilmente, la nostra Regione non consente l’effettuazione di questo test da parte dei privati. Credo che in tal modo se ne limiti la diffusione e il potenziale beneficio che ne avrebbero le rielaborazioni epidemiologiche. Per questo motivo, già la settimana scorsa ho presentato un’interrogazione alla Giunta per chiedere se non ritenga di permettere l’effettuazione dei test sierologici nell’ambito di quelli validati dal ministero della Salute e presso i laboratori autorizzati dalla Regione. Molte aziende, infatti, sarebbero disposte a far eseguire ai propri dipendenti quei test sierologici dotati di maggior specificità e sensibilità a proprie spese, con la collaborazione importante dei medici competenti”.

Lo fa sapere in una nota il consigliere regionale Walter Zalukar (Gruppo Misto).

“Il test sierologico non fornisce alcuna patente di immunità – prosegue Zalukar nelle sue spiegazioni – e non sostituisce il test molecolare su tampone nell’identificazione dei soggetti che hanno contratto o hanno l’infezione, ma oltre a inserirsi nella strategia delle tre T (testare, tracciare, trattare) potrebbe essere di aiuto nella valutazione dello stato di immunizzazione della popolazione e dell’efficacia di vaccini eventualmente individuati, nonché nel contributo alla definizione della concentrazione delle immunoglobuline e alla definizione al tempo di persistenza dell’eventuale immunizzazione attraverso lo studio del profilo della risposta umorale e l’osservazione clinica”.

“Pertanto, per la Fase 2 ma anche per le successive, il test sierologico assume una particolare rilevanza. La Germania, ad esempio, ha dimostrato particolare lungimiranza – conclude il consigliere – cominciando fin da subito a eseguire i test sierologici in maniera da capire la reale estensione e gravità del fenomeno”.