TABLETquotidiano

L'informazione on line

FASE 2: BORDIN (LEGA), TUTELA DATORI LAVORO RISPETTOSI NORME COVID-19

Il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Mauro Bordin

“Difficile stabilire se l’eventuale contagio da Covid-19 sia davvero riconducibile all’attività lavorativa”

“Nei casi in cui siano state correttamente adottate le misure indicate dai protocolli per contenere e abbattere la diffusione del Covid-19, qualora i lavoratori del settore pubblico e privato risultassero egualmente contagiati dal virus, è necessario introdurre norme atte a preservare il datore di lavoro dall’avvio di eventuali azioni civili e penali”.

Lo afferma in una nota il capogruppo della Lega, Mauro Bordin, firmatario di una mozione in cui evidenzia, con il sostegno del suo Gruppo consiliare, la necessità di introdurre norme volte ad abbreviare i termini dei procedimenti di accertamento e di efficacia nell’eventualità di provvedimenti giudiziali interinali e cautelari, adottati in corso di istruttoria.

“Il datore di lavoro è tenuto ad adottare misure idonee a eliminare ogni profilo di rischio e assicurare la sicurezza e la salute dei suoi lavoratori. Le norme antinfortunistiche – spiega Bordin – sono dettate a tutela non solo dei lavoratori nell’esercizio della loro attività, ma anche dei terzi che vengono a trovarsi in azienda, indipendentemente dall’esistenza di un rapporto di lavoro. L’infezione da Covid-19 è compresa tra le malattie infettive e parassitarie ed è riconosciuta ai fini della copertura Inail a favore dei lavoratori che la contraggono in occasione di attività lavorativa. L’assicurazione comprende anche gli infortuni in itinere e, quindi, anche i contagi avvenuti durante il percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro”.

“Il periodo di tempo che intercorre tra il contagio e il manifestarsi dei sintomi può arrivare fino a 14 giorni, ma in alcune persone – continua l’esponente leghista – i sintomi potrebbero addirittura non presentarsi. È quindi estremamente difficile stabilire se l’eventuale contagio da Covid-19 sia davvero riconducibile all’attività lavorativa”.

Bordin ricorda che anche la collega deputato Vania Gava ha presentato un emendamento al decreto Liquidità per eliminare la responsabilità civile e penale a carico dei datori di lavoro in caso di contagio di un dipendente, salva la dimostrazione che l’infezione derivi dall’inadempimento del datore al rispetto degli obblighi di sicurezza.

“La Fondazione studi dei consulenti del lavoro – conclude Bordin – ha sollecitato l’introduzione di uno scudo per le responsabilità penali dei datori che abbiano diligentemente adottato tutte le misure previste per contrastare e contenere la diffusione del Covid-19 negli spazi professionali, dotando i dipendenti di protezioni individuali, mantenendo i luoghi di lavoro sanificati, vigilando sulle distanze interpersonali e assicurando il contingentamento”.