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MI RICORDO UNA CANZONE… “ETERNITÀ”

Questa settimana Andrea Direnzo ci propone il brano del 1970 “Eternità” interpretata dai Camaleonti e da Ornella Vanoni

Copertina del 45 giri dei Camaleonti – 1970

Sanremo è Sanremo, quasi un dogma inconfutabile della cultura popolare italiana. All’incirca due mesi fa si è celebrata con grande successo l’edizione numero Settanta – griffata Amadeus – della più famosa liturgia musical-mediatica (più mediatica che musicale, sic!) di casa nostra. Una domanda e mezza sorge spontanea: ma le canzoni dove sono? Dove sono finite, dove andranno a finire? Certo è che con il passare degli anni le canzoni attecchiscono sempre meno. Chissà se da qui a cinquant’anni ricorderemo o canticchieremo a memoria un motivo dell’ultimo Festival. Chi vivrà vedrà o meglio ascolterà. Ciò di cui abbiamo la certezza, ad esempio, è che Nel blu dipinto di blu – straconosciuta nel mondo intero come Volare – presentata da Domenico Modugno in coppia con Johnny Dorelli nell’edizione 1958, fa parte del DNA di ogni italiano, è arrivata fino ai giorni nostri grazie a quel ritornello liberatorio che, almeno una volta nella vita, ci si ritrova a cantare. Tantissime altre canzoni seguono questa scia e quasi tutte fanno parte di una Storia con la S maiuscola che ormai è passata e, ahi noi, mai più ritornerà.

 

Copertina LP dei Camaleonti

Andando indietro di mezzo secolo, esattamente al Festival di Sanremo 1970 (svoltosi dal 26 al 28 febbraio al Casinò Municipale; presentano Nuccio Costa, Enrico Maria Salerno, Ira Fürstenberg; direzione artistica di Ezio Radaelli e Gianni Ravera) tra le 26 canzoni in gara c’era Eternità, proposta in doppia esecuzione – si usava così – dai Camaleonti e da Ornella Vanoni, quarto posto nella classifica finale. Per la cronaca, il podio era il seguente: Adriano Celentano/Claudia Mori primo posto con Chi non lavora non fa l’amore, Nicola Di Bari/Ricchi e Poveri secondi con La prima cosa bella, Sergio Endrigo/Iva Zanicchi terzi con L’arca di Noè. Nella Hit Parade dei cento 45 giri più venduti del 1970, dopo l’ottava posizione di Nicola Di Bari con La prima cosa bella, ecco apparire al 12° posto Eternità nella versione dei Camaleonti, mentre quella della Vanoni solo al 61°. Un grande successo, dunque, ancora intatto e bellissimo, scritto da Claudio Cavallaro e dall’indimenticato Giancarlo Bigazzi, artefice di tante hit memorabili come Luglio, Rose rosse, Montagne verdi, Gloria, Self Control, giusto per citarne alcune.

 

Copertina del 45 giri di Ornella Vanoni

All’epoca, i Camaleonti erano composti dai mitici Tonino Cripezzi (voce, pianoforte, violino) e Livio Macchia (voce, chitarra, basso), ancora oggi cardini del gruppo, più Paolo De Ceglie (batteria) e Gerry Manzoli (chitarra). Un arrangiamento indovinato, la voce vibrante di Tonino, il giusto feeling d’insieme, uniti alla bellezza di musica e parole ne hanno decretato meritevolmente il successo elevando Eternità a loro cavallo di battaglia e a evergreen della canzone italiana. Il brano fu pubblicato su 45 giri e solo tre anni dopo nell’LP I magnifici Camaleonti; nel 2016 una nuova versione è stata inserita nell’album celebrativo 50 anni di applausi.

 

Copertina LP di Ornella Vanoni

Per quanto riguarda l’interpretazione della Vanoni, più classicheggiante nell’arrangiamento, fu pubblicata su 45 giri e inserita nella raccolta Appuntamento con Ornella Vanoni (1970), poi ricantata nel 1982 per il quarto capitolo dell’antologia Oggi le canto così (e così, bisognerebbe aggiungere), infine riproposta in un roboante duetto con i Pooh in Più di me (2008). Da segnalare, e vivamente consigliata all’ascolto, un’ottima e riuscita versione del cantautore Diodato, fresco vincitore di Sanremo, contenuta nell’album A ricercar bellezza del 2014. L’eternità non smetterà mai di spalancare le sue braccia alle belle canzoni, quelle che fanno bene al cuore e non passano mai di moda.

Andrea Direnzo