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EPIFANIA: ZANIN, MESSA TALLERO IN DUOMO GEMONA GIA’ SIMBOLO DI RIPARTENZA

Meno fasti, meno solennità, ma non meno partecipazione. Così si è svolta la tradizionale messa del Tallero, questa mattina nel duomo di Gemona del Friuli, a cui non ha potuto fare da scenario il corteo storico.

Ad affermare l’importanza del rito, “a cui non si può venir meno e che ha spinto la comunità gemonese a ritrovarsi comunque” perché neppure il Coronavirus era giusto interrompesse, sono stati monsignor Valentino Costante e il sindaco del paese, Roberto Revelant, che gli ha consegnato la moneta d’argento quale simbolo di collaborazione e concordia tra i poteri spirituale e temporale.

Della stesa opinione i rappresentanti della Regione, ovvero il presidente dell’Assemblea legislativa, Piero Mauro Zanin, e l’assessore Barbara Zilli, presenti alla cerimonia nella pieve di Santa Maria Assunta.

“La comunità friulana ha bisogno di simboli e di speranza, in questo momento particolarmente difficile – ha detto Zanin -. Le manifestazioni tipiche del nostro territorio, legate a tradizione e cultura, sono fondamentali per quel senso di futuro di cui tutti necessitiamo non solo per sconfiggere questa pandemia, ma specialmente per ripartire dopo di essa. Ed è un segno farlo in questo duomo, simbolo esso stesso della ripartenza dopo la distruzione del terremoto del ’76”.

“La terza fase si può e si deve fare, e il Consiglio regionale è pronto ad accettare e a vincere questa sfida”, ha affermato il presidente Zanin, fermamente convinto anche di un’altra cosa, che “teatri e cinema sono luoghi dove, con le dovute attenzioni, a cominciare da distanziamento e mascherina, ci si può recare in sicurezza. Perché non va interrotto quel filo importante per tutti noi, anche da un punto psicologico e di formazione, di poter fruire della cultura e degli spettacoli, oltre che per dare una risposta a coloro che lavorano in questo settore e che da mesi hanno visto azzerata la propria attività”.

Tema un po’ diverso quello della scuola: “Anch’io sono convinto che debba svolgersi in presenza – ha ribadito Zanin -, che i nostri ragazzi, come tutti noi, debbano tornare alla normalità, ma questo deve avvenire con la certezza che non ci siano contagi prima e dopo le lezioni. Perché le scuole sono sicure, ma gli assembramenti all’entrata e in uscita possono creare un problema e sarebbe gravissimo aprire gli istituti per doverli richiudere subito dopo”.