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ENERGIA: TURCHET E ZANON, DDL 107 DISCIPLINA SETTORE STRATEGICO

Stefano Turchet (Lega)

Disciplinare un settore particolarmente complesso, oltre che strategico, che riguarda i processi di trasformazione e distribuzione dell’energia ottenuta da fonti rinnovabili.

Questa, per i relatori di maggioranza Stefano Turchet (Lega) ed Emanuele Zanon (Progetto Fvg/Ar), la finalità del disegno di legge 107 sulla disciplina dell’assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni d’acqua (oltre 3.000 Kilowatt di potenza) a uso idroelettrico, all’esame dell’Aula.

E proprio l’acqua, per Turchet, “è una risorsa pubblica per troppi anni utilizzata dagli attuali concessionari delle derivazioni in modo da non generare alla collettività congrui benefici non soltanto di carattere economico diretto, ma anche di salvaguardia ambientale e tutela del territorio. Grazie a questo ddl, la nostra Regione potrà esercitare con efficacia quanto previsto dallo Statuto: competenza diretta e autonomia legislativa delle funzioni in materia di energia”.

Entrambi i relatori hanno parlato di legge che consente di applicare la disciplina delle assegnazioni senza il rischio di eccezioni di costituzionalità o elementi che contrastino con i processi di libera concorrenza del mercato; di principio di temporaneità delle concessioni perpetue, la cui scadenza per tutte è stata fissata al primo aprile 2029; di decreti legislativi che hanno dato il via al processo di liberalizzazione delle attività di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica.

Emanuele Zanon (Progetto Fvg/Ar)

Zanon non ha mancato di evidenziare “il grande sviluppo del mercato dei mezzi di trasporto elettrici, che prospetta la plausibile totale riconversione nel 2040”, e come “la sempre maggior richiesta di produzione elettrica costringe l’Italia a importarla da Svizzera, Francia, Slovenia e Austria”.

Il provvedimento presentato segue la scia tracciata dalle norme statali, disciplinando il regime giuridico delle opere e dei beni, il rapporto di fine concessione, le concessioni di derivazione d’acqua interregionali, le modalità con cui verranno assegnate e la durata delle concessioni stesse, le valutazioni dell’uso idroelettrico di competenza della Giunta regionale.

“Di particolare rilevanza – ha sottolineato Turchet – è la tutela per i corpi idrici e la mitigazione degli impatti sull’ambiente, ponendo attenzione alla continuità fluviale, alle modalità di rilascio delle portate nonché alle alterazioni fisiche delle sponde e degli alvei, oltre che alla tutela della natura, dell’ecosistema e della biodiversità. In particolare, si prevede che le misure di compensazione ambientale e territoriale non possano essere esclusivamente di tipo economico, ma debbano puntare al rispristino del paesaggio e ambientale”.

Con le clausole sociali si promuove la stabilità occupazionale del personale impiegato. “Questo aspetto riveste particolare attenzione – ha detto Zanon – anche alla luce dei recenti contenziosi emersi tra azienda e lavoratori (guardia dighe) degli impianti della Val Meduna”.

Invece per la cessione di energia si prevede la fornitura gratuita e annuale alla Regione di una quota della produzione (220 Kilowatt ora per ogni Kw di potenza nominale media di concessione, oppure la monetizzazione per equivalente valore) da destinare al 100% ai servizi pubblici e alle categorie di utenti dei territori interessati dalle derivazioni. “In IV Commissione – ha rammentato Turchet – si è proposto che sia considerata in tal senso anche una quota importante dei canoni che le società pagano alla Regione e vanno in tal senso alcuni degli emendamenti che oggi si presentano all’Aula, tra cui quello dell’assessore regionale ad Ambiente ed Energia, Fabio Scoccimarro, con cui si garantisce che ai territori sarà riconosciuto il 100% dei canoni concessori, pari a 6 milioni di euro”.

In chiusura di intervento, il consigliere della Lega ha voluto ricordare proprio “l’esiguità degli attuali canoni e l’inefficacia dei provvedimenti assunti per adeguarli nel tempo”, ma anche la clausola valutativa proposta dal Comitato di controllo quale “strumento indicatore importante per verificare l’efficacia di questo impianto legislativo e consentirà, eventualmente, futuri interventi correttivi”.

Tra i punti di maggior interesse, per Zanon vi è inoltre “la possibilità di autorizzare la Regione a costituire una società a capitale misto pubblico/privato alla quale assegnare le concessioni delle grandi derivazioni a uso idroelettrico, selezionando il socio privato attraverso l’espletamento di una procedura selettiva a evidenza pubblica. In Commissione c’è stata una trasversale richiesta riguardo alla prevalenza della quota azionaria in capo alla componente pubblica, rispetto a quella privata. Della componente pubblica, oltre alla Regione, potranno far parte anche i Comuni e altri enti”.

Da ultimo, il consigliere ha menzionato “la compattezza dei 55 sindaci montani che, superando gli interessi particolaristici, hanno sottoscritto un documento unitario con cui proporre una serie di emendamenti poi accolti parzialmente”.