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CR FVG: RAPPORTO LEGISLAZIONE 2019, AUMENTATA PRODUZIONE LEGGI

I lavori d’Aula, durante il Rapporto sulla legislazione 2019 in Consiglio regionale Fvg

‘Il Rapporto sulla legislazione, giunto alla sua quindicesima edizione e che monitora anche le principali attività istituzionali svolte dal Consiglio regionale nell’anno passato, dimostra che nel 2019 la produzione di norme è diminuita, passando dalle 31 leggi approvate nel 2018 a 25. Con questi numeri, ci collochiamo sotto la media nazionale per Regione, pari a 32,5 provvedimenti’.

Questo il primo dato che Antonio Calligaris (Lega) e Franco Iacop (Pd) hanno reso all’Aula quali relatori a nome del Comitato per la legislazione, il controllo e la valutazione presieduto dallo stesso Iacop.

‘Il saldo, inteso come differenza tra leggi approvate e leggi integralmente abrogate – hanno proseguito i due consiglieri -, registra nel 2019 un incremento di 11 leggi. Si conferma il trend di crescita della produzione legislativa già visto negli anni precedenti, con la sola eccezione del 2016 caratterizzato da un saldo negativo di 5 leggi. È opportuno, quindi, attivare le procedure per concretizzare il Programma di semplificazione legislativa tra gli obiettivi del documento di priorità della Commissione europea che abbiamo recepito, poiché il corpus legislativo continua a crescere e questo non è una condizione migliorativa del rapporto tra cittadini e istituzioni’.

‘Cala l’iniziativa legislativa consiliare: dalle 10 leggi approvate nel 2018 si passa a 7 leggi nel 2019; anche il valore percentuale, pari al 28% del totale, è inferiore a quello registrato nel 2018 (32%). Continuano a essere invece maggioritarie le leggi di iniziativa giuntale, pari al 72% del totale. L’iniziativa mista e quella popolare risultano assenti. Viene quindi sempre meno l’esercizio della principale attribuzione di un consigliere regionale, essere un legislatore – è il commento di Calligaris e Iacop -, presentare proposte di legge. L’iniziativa è invece Giunta-dipendente, generalmente proposta per soddisfare esigenze di governo immediate più che per una programmazione lunga nel tempo’.

‘Il 68% delle leggi è stato approvato entro 30 giorni dall’assegnazione alla Commissione competente (la maggior parte deriva da disegni presentati dalla Giunta). La gran parte dei progetti è stata approvata in non più di 2 sedute sia in Commissione sia in Assemblea, anche se in questa sede l’esame si è svolto prevalentemente in una sola seduta. Per quanto riguarda la funzione emendativa, l’85% degli emendamenti ai progetti di legge è stato proposto in Assemblea. Sempre in tema di emendamenti, la Giunta regionale ottiene le percentuali più elevate di accoglimento delle proposte emendative (100% in Commissione e 97% in Assemblea)’.

‘La maggioranza consiliare ottiene in Commissione l’approvazione del 95,7% degli emendamenti presentati, percentuale che in Assembla scende al 70,2%. Per l’Opposizione l’approvazione riguarda il 26,8% in Commissione e il 7,7% in Assemblea. Rispetto all’anno precedente, nel 2019 è aumentata la percentuale delle leggi approvate all’unanimità (36%), anche se la gran parte è stata accolta a maggioranza (64%)’.

‘Con riferimento alla qualità della produzione legislativa, secondo i parametri di omogeneità, semplicità, chiarezza e proprietà di formulazione, semplificazione normativa e semplificazione amministrativa, aumenta il numero delle leggi collocate in fascia media (con indice di qualità da 45 a 55), che passano dal 50% del 2018 al 65%, diminuisce il numero delle leggi collocate in fascia alta e molto alta (con indice di qualità da 65 a 100) che passano dal 38% del 2018 al 20%, mentre il 15% delle leggi si colloca in fascia bassa (con indice di qualità da 20 a 35). Anche qui sarebbe necessario incentivare la partecipazione al Programma Refit (Regulatory Fitness and Performance Programme) per la qualità della produzione legislativa’.

‘Attraverso il lavoro del Comitato di controllo – hanno aggiunto i due relatori – si potrebbe attuare una valutazione critica della qualità della legislazione. Andrebbe privilegiata la produzione di testi unici’.

Proseguendo nell’analisi dei dati, emerge che ‘il 55% dei progetti di legge presentati nel 2019 è stato approvato entro la fine dell’anno. I provvedimenti giacenti, quelli il cui iter non è mai iniziato in Commissione, sono il 29% del totale e sono ascrivibili per la maggior parte alla Maggioranza (59%), con una significativa inversione di tendenza rispetto al 2018 quando i provvedimenti giacenti erano per lo più ascrivibili alle Opposizioni’.

‘Si evidenzia la forte incidenza dei regolamenti sulla produzione normativa: pesa per il 79% rispetto al 21% delle leggi. Anche qui sarebbe opportuno favorire la partecipazione di stakeholders alla piattaforma Refit per la semplificazione regolamentare – è l’opinione di Calligaris e Iacop – e ridurre così gli oneri amministrativi che ricadono sugli utenti finali, facendo in modo di approvare leggi che non necessitano di troppi regolamenti di attuazione’.

‘Aumenta il numero di atti di sindacato ispettivo: dai 260 del 2018 si passa a 375 del 2019. Lo strumento più utilizzato continua ad essere l’interrogazione, che incide per il 95% sul complesso degli atti presentati, rispetto all’84% del 2018. Rispetto a due anni fa è aumentata la percentuale delle interrogazioni a risposta immediata (Iri) e quella delle interrogazioni a risposta orale; è invece diminuita la percentuale delle interpellanze e quella delle interrogazioni a risposta scritta. Da inizio legislatura al 29 febbraio scorso, il tasso di evasione complessivo è stato del 62%. Il risultato migliore è ottenuto dalle Iri, con un tasso di evasione del 93%. Si tratta di un dato in costante aumento nelle varie legislature’.

‘L’attività di indirizzo politico risulta in aumento: nel 2019 crescono in particolare le mozioni (86 contro le 46 del 2018) e gli ordini del giorno sui progetti di legge (313 rispetto a 220); rimane invariato il numero degli ordini del giorno sulle mozioni (1) e diminuiscono di poco i voti alle Camere e al Governo (4 rispetto a 5). Si evidenzia, come per le interrogazioni, il ricorso a questi strumenti a fronte della riduzione dei tempi di dibattito politico. Diminuisce, però, di molto nella legislatura in corso il riscontro dato dalla Giunta agli atti di indirizzo: al 31 dicembre 2019, a fronte dei 415 adottati da inizio legislatura, le risposte pervenute dalla Giunta sono state 4 (la percentuale di riscontro si attesta quindi all’1%, a fronte del 23% della X legislatura e al 10% dell’XI). Si potrebbe, perciò, valutare un coinvolgimento del Comitato di controllo nell’attività di riscontro agli atti di indirizzo presentati in Consiglio’, argomentano i due consiglieri.

‘Nel corso del 2019 sono state presentate 19 nuove petizioni; solo per una è stato iniziato l’esame in Commissione. Nessuna petizione nel 2019 ha concluso il proprio iter. Poiché sono strumenti di accesso diretto dei cittadini al rapporto con le istituzioni, è raccomandabile un loro esame’.

‘Aumenta poi l’attività dell’Assemblea, sia in termini di sedute (78 contro le 65 del 2018), che di ore di lavoro (293 contro 206). Cresce anche l’attività delle Commissioni. Nel 2019 sono aumentati il numero complessivo delle ore di attività (285 contro le 257 del 2018) e il numero complessivo delle sedute (187 contro 160). È rimasto invariato il numero dei progetti di legge esaminati in sede consultiva (39 anche nel 2018) mentre sono diminuiti quelli esaminati in sede referente (30 rispetto a 33), il numero complessivo dei soggetti auditi (235 rispetto ai 272 del 2018) e il numero dei pareri su atti della Giunta (23 contro 32)’.

‘Riguardo agli altri organi del Consiglio, nel 2019 diminuiscono e sedute dei capigruppo (27 contro le 32 del 2018) e quelle della Giunta delle elezioni (2 contro 7); non si sono riunite la Conferenza dei presidenti di Commissione (2 sedute nel 2018) e la Giunta per il regolamento (1 seduta nel 2018). Aumentano le sedute della Giunta per le nomine (15 rispetto a 8); rimangono pressoché costanti le sedute dell’Ufficio di presidenza (25 contro 24)’.

I due componenti del Comitato di controllo hanno, quindi, illustrato alcuni dati attinenti il loro organismo: ‘Aumenta, nel 2019, il numero di sedute (9 a fronte delle 7 del 2018). Nel corso dell’anno è pervenuta una relazione informativa prevista da clausola valutativa, che è stata esaminata dal Comitato, così come ha esaminato un’altra relazione informativa pervenuta a fine 2018 e ha svolto un’audizione relativa a informazioni previste da una relazione informativa non ancora pervenuta. A tal riguardo si segnala il mancato invio, da parte della Giunta regionale, delle relazioni informative previste da clausole valutative: le clausole con termini scaduti sono ormai 30 su 37 leggi che le prevedono. È stato, inoltre, esaminato il referto sulle procedure di valutazione degli effetti delle leggi della sezione regionale di controllo della Corte dei conti. Ed è stato deliberato lo svolgimento della missione valutativa relativa alla verifica dell’attuazione e degli effetti delle leggi regionali 10/2011 e 17/2014 con riferimento alla rete delle cure palliative e della terapia del dolore, attualmente in corso’.

‘Infine, per il 2019 non è stata predisposta la legge europea regionale in quanto non si è riscontrata la necessità di interventi a livello legislativo per l’adeguamento dell’ordinamento regionale all’ordinamento dell’Unione europea. La Regione ha, nel frattempo, dato attuazione alle modifiche intervenute ai sensi dei regolamenti europei sui Fondi strutturali e alle decisioni della Commissione europea per adeguare i propri regolamenti alle nuove disposizioni’.

Da ultimo, Calligaris e Iacop hanno fatto presente che ‘nel corso del 2019, su 25 leggi approvate, ne sono state impugnate 2: rispetto alla situazione media del contenzioso Stato/Regioni, il Friuli Venezia Giulia ha visto impugnato l’8% delle leggi approvate, rispetto a una media nazionale pari al 14%’. Sempre nel corso del 2019, la Corte costituzionale ha definito i contenziosi riguardanti 4 leggi regionali.