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CR FVG: MINORANZA, NO A DDL 96 RIVOLUZIONATO IL IV COMMISSIONE

Mariagrazia Santoro, consigliera regionale del Partito democratico

Toni severi e la segnalazione di pesanti criticità relative ad alcuni articoli hanno contraddistinto oggi in Aula le relazioni di Minoranza relativamente al ddl 96 contenente disposizioni in materia di Paesaggio, Urbanistica ed Edilizia.

Gli interventi dei consiglieri regionali Mariagrazia Santoro (Pd), Ilaria Dal Zovo (M5S) e Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), si sono rivelati in sintonia tra loro nell’individuare ed elencare passaggi a loro dire “inconciliabili” e che, in caso di permanenza all’interno del documento, provocheranno il voto negativo dei rispettivi Gruppi consiliari. In apertura di lavori, peraltro, il relatore di Maggioranza Lorenzo Tosolini (Lega) aveva già annunciato di aver chiesto lo stralcio dell’articolo 3 per riportarlo successivamente in Commissione e procedere a ulteriori approfondimenti.

La consigliera dem Santoro ha parlato di “norma uscita dalla Giunta regionale in forma molto tecnica e sostanzialmente condivisibile, ma poi passata attraverso il calderone delle modifiche già viste in materia di urbanistica ed edilizia. In Commissione abbiamo assistito a una vera e propria mutazione del testo”.

La rappresentante del Pd ha parlato di “regole scavalcate, permettendo di costruire e cementificare in deroga ai piani regolatori, senza alcuna visione di prospettiva e urbanistica, andando contro obiettivi di vivibilità e dimenticando gli interessi generali a favore di quelli particolari. Infine, svilendo il ruolo dei Comuni”.

“La prima modifica, introdotta in Commissione, riguarda il pagamento del gettone di presenza per le commissioni paesaggistiche: siamo favorevoli – ha spiegato Santoro – ma non è chiaro come siano superabili i rilievi giuridici fino a oggi posti dagli uffici del Consiglio. Anche lo Sportello unico dell’edilizia (Sue) non ci vede pregiudizialmente contrari, ma vorremmo venisse condiviso e presentato in modo chiaro ai Comuni”.

“Proporremo all’Aula di eliminare quanto introdotto. In IV Commissione – ha concluso la relatrice di Minoranza – abbiamo motivato il nostro voto contrario con lo stravolgimento peggiorativo della norma e auspichiamo che si torni al testo della Giunta”.

La relatrice pentastellata Dal Zovo ha invece sottolineato come “il testo presentato si compone ora di 15 articoli rispetto ai 10 iniziali e, se già si nutrivano delle perplessità, dopo le modifiche apportate in Commissione evidenziamo che si tradisce l’obiettivo primario di programmare e realizzare interventi coerenti e condivisi”.

“Gli emendamenti – ha aggiunto la consigliera del Movimento 5 Stelle – hanno stravolto completamente il contenuto iniziale che, salvo alcuni punti, poteva essere condiviso. Ora il testo prevede disposizioni normative veramente inaccettabili, mentre gli effetti dell’eccessivo consumo di suolo in Fvg si notano: frane, allagamenti, smottamenti e costoni che crollano. Invece di mettere un freno a tutto ciò attraverso una seria pianificazione e regolarizzazione, ci troviamo di fronte a norme che concedono di costruire senza alcun criterio di tutela del bene comune”.

Dal Zovo ha puntato il dito contro gli articoli 3 (“Norma in contrasto con ogni principio alla base di una seria politica per il paesaggio, l’urbanistica e l’edilizia”) e 9 (“Realizza il solo obiettivo di aumentare la cementificazione”). Riguardo l’articolo 5 e il Sue, nonostante alcune perplessità, ha precisato invece che “riteniamo importante la digitalizzazione anche in questo settore e lo abbiamo votato favorevolmente. Cercheremo di porre rimedio al ddl – le assicurazioni finali – attraverso alcuni emendamenti migliorativi”.

Honsell, infine, ha esordito parlando di norma dal doppio volto: “Un ddl originariamente ordinario, forte di qualche passaggio opportuno, come l’articolo 2 che prevede la possibilità di remunerare i partecipanti alle commissioni paesaggistiche, o anche plausibile, come il 13 sull’aggiornamento del Piano del governo del territorio (Pgt). Ma poi, prima in Commissione a colpi di emendamenti e a breve anche in Consiglio regionale, questo dottor Jekyll si sta trasformando in un orrendo Mr Hyde che stritola l’interesse pubblico”.

“Una mostruosità legislativa – così lo ha definito il consigliere di Open Sinistra Fvg, suscitando le lamentele di alcuni consiglieri – che indebolisce i meccanismi più solidi della gestione del territorio con deroghe puntuali e improprie. Istituzionalizza il passaggio sopra la testa delle comunità, ovvero dei Consigli comunali, che le rappresentano, per elargire un qualche favore, promesso in cambio di un voto, o nell’auspicio di guadagnarne qualcun altro con una pericolosa generalità e corrodendo la legislazione”.

Entrando nello specifico, anche Honsell ha definito l’articolo 3 “addirittura imbarazzante se non fosse gravissimo. Ma gravissimo sarà anche l’impatto dell’articolo 9 con il 10 caratterizzato, invece, da arroganza legislativa. Questo ddl 96 consiste in un’ulteriore sfilza di deroghe innestate su un’altra legge fatta di deroghe: la lr 6 del 2019”.

Infine, un’ultima nota riguardo l’articolo 5 e al Sue, che “meriterebbe un approfondimento per capire come vada raccordato con le attività già in essere presso i Comuni. Come Open Sinistra Fvg – ha concluso il terzo e ultimo relatore di Minoranza – siamo assolutamente contrari agli articoli stigmatizzati: proporremo la loro abrogazione che, se bocciata, ci vedrà denunciare una legge tra le più pericolose che si potessero proporre”.