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COVID: ZALUKAR (MISTO), ASUGI RIVEDA SUBITO PIANIFICAZIONE A TRIESTE

Il consigliere regionale Walter Zalukar (Gruppo misto)

“Dispiace sentire le accuse di irresponsabilità nei confronti dei cittadini per spiegare l’andamento del contagio. Durante un’epidemia, infatti, conta il comportamento delle persone, ma pesa anche l’efficienza della sanità. E questa, a Trieste, sembra essere in grande sofferenza”.

Lo afferma in una nota il consigliere regionale Walter Zalukar (Gruppo Misto), ricordando che “le Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) sono sottodimensionate e risentono dei deficit organizzativi dell’Azienda sanitaria. Dipartimento di prevenzione, distretti e ospedale sembrano muoversi come compartimenti stagni”.

“Lo stato in cui versa il fronte tamponi è a dir poco drammatico – sottolinea Zalukar – e ci sono decine, forse centinaia, di persone che cercano una risposta che non arriva o che arriva con grande ritardo. Che senso ha fare tanti tamponi, se poi il referto deve essere atteso per giorni?”.

“Nelle case di riposo, inoltre, preoccupa la forzata convivenza tra ospiti Covid-positivi dopo che l’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi) ha comunicato di non essere più in grado di spostarli tempestivamente. Eppure, non sono numeri enormi e un mese fa – ricorda ancora il consigliere del Gruppo Misto – avevamo preavvertito che sarebbero serviti almeno 200-300 posti: le soluzioni c’erano ed erano a portata di mano. Ora, se non si provvederà in tempo, esiste il rischio di una diffusione esplosiva nelle case di riposo. Questa è un’urgenza assoluta”.

“Per quanto concerne gli ospedali, l’assurda commistione di pazienti Covid e no Covid, sia a Cattinara che all’ospedale Maggiore, aumenta a dismisura il rischio di contagio in ambedue i presidi di Trieste. Intanto, però, chi è affetto da altre malattie anche più gravi – avvisa Zalukar – stenta ad avere risposte certe e in tempi ragionevoli, di qualsiasi patologia si tratti: chi non ha il Covid, rischia di non esistere più agli occhi del mondo sanitario”.

“Su questa situazione – aggiunge la nota – incombe lo spettro dell’incomunicabilità, giacché non esiste certezza che i numeri telefonici dedicati al Covid rispondano. Eppure, i telefoni si sono moltiplicati come i funghi d’autunno: un numero verde per guardia medica e Usca, uno di Televita per i tamponi, uno della Protezione civile per le altre informazioni Covid e anche il 112. Scoordinati tra loro, tuttavia, aggiungono confusione a confusione”.

“Infine, continuano a mancare – conclude Zalukar – una vera cabina di regia operativa 24 ore su 24, le procedure e i protocolli, nonché sufficienti comunicazioni, mentre gli stessi operatori sanitari sono lasciati soli. Curare a casa, proteggere le residenze per anziani, preservare gli ospedali e rispondere a chi chiede aiuto sono precetti fondamentali per affrontare l’epidemia. In questo senso, va rivista subito la pianificazione di Asugi”.