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COVID: RICCARDI, PANDEMIA HA RIVELATO LIMITI ORGANIZZAZIONE SISTEMA

Il vicegovernatore Riccardi interviene al convegno Sicurezza sul lavoro: il nesso di causalità prima e dopo Covid-19.
“Se oggi potessimo confrontarci con Giuseppe Lombardi, alla luce della sua attenzione e rigore a favore della sicurezza sul lavoro, ci ricorderebbe probabilmente, con il suo fare mite ma fermo, che i problemi della sicurezza calano se aumenta la prevenzione, facendo così emergere in tutta la sua complessità il ritardo della revisione del modello organizzativo e della capacità della risposta della sanità pubblica a eventi di questo genere”.
Lo ha sottolineato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, in occasione del convegno on line organizzato dal Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Udine, in collaborazione con la Scuola superiore di magistratura-Struttura territoriale di Trieste, l’Ordine degli avvocati di Udine e il Laboratorio lavoro.
Il convegno, introdotto dal rettore Roberto Pinton, è stato organizzato per la decima edizione del Premio di laurea Giuseppe Lombardo, istituito su iniziativa della famiglia del magistrato e docente scomparso nel 2010 e destinato alle migliori tesi sul diritto alla sicurezza nell’ambiente di lavoro.
Riccardi nel suo intervento, dopo aver rivolto un ringraziamento alla famiglia e a quanti onorano la memoria di Lombardi, ha contributo al tema del convegno “Sicurezza sul lavoro: il nesso di causalità prima e dopo Covid-19” apportando quattro spunti di confronto e riflessione su limiti che necessitano di approfondimento.
“Rispetto all’esperienza che ho vissuto – ha elencato Riccardi – ci sono quattro punti che hanno risvolti giuridici importanti: la complessità dell’applicazione delle regole sulla gestione dei dati, perché se la legislazione sulla protezione dei dati personali è, da una parte, una conquista importante e che va tutala, dall’altra deve essere coniugata con la necessità della gestione dell’emergenza in cui il flusso del dato è determinante per governare un sistema che deve assumere decisioni”.
Il secondo punto indicato da Riccardi è il grosso limite derivante dall’impossibilità che il sistema nazionale di sanità pubblica ha avuto nel reperire dispositivi di protezione individuale e dalla constatazione della totale assenza di solidarietà tra Stati europei ed extraeuropei nel corso della pandemia: ciò ha richiamato la necessità di non consentire solo alle regole del mercato la disponibilità o meno degli strumenti per tutelare la salute della gente.
Il terzo importante tema riguarda, secondo il vicepresidente, le regole del lavoro del personale sanitario. “In questo – ha spiegato Riccardi – scontiamo ritardi e mancanze nella formazione, nei limiti di accesso alle scuole di specialità, dell’abilitazione dell’esercizio del personale medico: occorre un grande piano straordinario che riguarda il personale che si articola in molte categorie di professioni”.
Infine, il quarto tema riguarda la regolazione delle relazioni pubbliche e sociali e della comunicazione in quadro pandemico che per la prima volta si sviluppa al tempo di una società dominata dai social network.
Per Riccardi “prima il sistema politico e poi quello giuridico si deve interrogare sul fatto che ci sono fenomeni che in condizione di pandemia non possono essere lasciati prosperare nel caso e con disinvoltura perché condizionano in modo invasivo la gestione di un’epidemia generando dinamiche, orientando scelte e formando una errata opinione in molti cittadini”.