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COVID-19: PRESENTATO PIANO ASUFC DI RISPOSTA A EMERGENZA INFETTIVA

“Siamo preparati ad affrontare un’eventuale recrudescenza dei contagi in un sistema che ha governato l’emergenza senza mai fermarsi, dando risposte in funzione alle necessità. Oggi ci sono elementi nuovi che potranno essere meglio affrontati con i piani aziendali per il controllo dell’infezione da Covid-19 che hanno un comune denominatore in chiave regionale ma sono declinati territorialmente secondo dinamiche proprie di ciascuna realtà aziendale”.

Lo ha affermato il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, intervenendo oggi alla presentazione del “Piano aziendale di risposta all’emergenza infettiva” dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale (Asufc) nell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.

Un documento caratterizzato da parole chiave quali organizzazione, flessibilità e appropriatezza, con cui vengono messe a sistema tutte le pratiche utilizzate in passato, aggiornate le procedure in base alle evidenze scientifiche e alla letteratura per diventare una sorta di testo unico con una parte strutturata per la gestione di ogni emergenza infettiva e una parte dinamica, dedicata specificamente al Covid-19. Il piano è articolato su ciascuna delle strutture: ospedaliera e distrettuale.

Nel suo intervento Riccardi ha sottolineato tre elementi della fase epidemica in atto, previsti nei piani pandemici che le singole Aziende hanno predisposto per affrontare il contagio, ovvero l’aumento dell’età dei positivi al virus e dei sintomatici rispetto agli asintomatici e la diminuzione dei casi da importazione.

“Oggi registriamo una domanda sanitaria contenuta come rivelano i dati con 18 ricoveri nei reparti di malattie infettive e 6 in terapia intensiva – ha indicato Riccardi – ma con l’aumento del contagio i numeri potranno crescere; rispetto quindi alla prima fase dell’emergenza, non si potranno concentrare tutti i ricoveri su Udine ma sarà necessario aprire alle strutture ospedaliere con capacità intensiva di Trieste e Pordenone”.

Un altro aspetto affrontato è stato il rapporto fra la domanda ospedaliera e quella territoriale: “quest’ultima è al momento più forte rispetto alla prima – ha precisato -, questo significa riuscire a non pesare sulle strutture ospedaliere ma impone anche risposte complesse fra le quali il tema dell’isolamento da gestire con strutture che non possono essere ricondotte esclusivamente al domicilio delle persone”.

Su questo aspetto il vicegovernatore ha rimarcato la rilevante necessità del sistema di attivare misure per mettere in sicurezza la salute delle persone. “In quest’ottica – ha affermato – mi assumo la responsabilità politica di consentire al sistema di fare quelle scelte indispensabili per tutelare la salute della popolazione”. Sulle scuole Riccardi ha ribadito la complessità del tema che richiede un’alleanza fra tutti i portatori di interesse.

Ad illustrare nel dettaglio il piano è stato il direttore generale Asufc, Massimo Braganti, che ha specificato come “l’obiettivo è quello di utilizzare tutti gli strumenti previsionali per affrontare l’epidemia, qualora dovessimo trovarci di fronte a una ripresa dei contagi, massimizzando il contenimento, favorendo il ritardo della diffusione, mitigando gli esiti negativi della malattia e controllando la pressione sul sistema sanitario attraverso l’organizzazione”.

L’evoluzione dell’emergenza Covid-19 e la variabilità dei setting clinico assistenziali hanno, dunque, reso necessaria l’elaborazione di un documento che, attraverso l’armonizzazione dei processi e la contestualizzazione delle organizzazioni, definisce le direttrici operative per la prevenzione del contagio.

“Un’esigenza – ha aggiunto Braganti – che nasce dalla necessità di capitalizzare le azioni messe in atto durante l’emergenza, i cambiamenti strutturali attuati, i meccanismi di flessibilità instaurati per rispondere a un contesto aziendale ampio, diffuso ed eterogeneo per caratteristiche ambientali e sociodemografiche”.

All’interno del piano aziendale ogni struttura operativa aziendale ha elaborato un documento che prevede più livelli di allerta e che è applicabile ed attuabile in ogni contesto emergenziale di natura infettiva.

Fra gli obiettivi generali quello di collegare e armonizzare la risposta locale alle indicazioni regionali, nazionali ed internazionali, la costruzione di un sistema flessibile ed efficace, pronto a rispondere in modo collaborativo e integrato ai problemi emergenti oltre che garantire uno stato di preparazione continua rispetto a contenuti tecnici e gestione dell’emergenza.

Nel piano è stata scissa la parte organizzativa generale da attivare in qualsiasi contesto epidemico/pandemico dalla parte tecnica specifica legata alle procedure da mettere in atto sulla base della tipologia di agente infettivo e le sue modalità di trasmissione.

Per questo ultimo aspetto, infatti, è stata elaborata una procedura “ad interim” specifica per la trasmissione Covid.