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CORONAVIRUS: ZALUKAR (MISTO), DA RILETTURA DATI UN “CASO TRIESTE” ESISTE

Il consigliere regionale Walter Zalukar (Gruppo misto)

“Nell’esposizione della situazione sull’emergenza da coronavirus fatta alla III Commissione consiliare il 15 maggio scorso, l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, ha presentato dei dati e dei grafici dai quali risulta che il Friuli Venezia Giulia è stato meno colpito rispetto ad altre regioni e che non esisterebbe un presunto ‘caso Trieste’. Ma da una lettura più attenta dei dati ufficiali, sembra invece emergere che il caso esiste, e in tutta la sua gravità”.

La denuncia, circostanziata dai dati avuti in occasione dell’audizione del 15 maggio, è contenuta in una nota di Walter Zalukar, consigliere regionale del Gruppo Misto.

Zalukar ripercorre il numero dei contagiati, facendo presente che nel Triestino “al 21 maggio risultano 1.365 casi, corrispondenti a 582 per 100mila abitanti, contro una media regionale di 265. Valore, questo, superiore al resto del FVG ma anche a quello di tutte le province del Veneto (Belluno 568, Verona 545, Padova 418, Vicenza 328, Venezia 310, Treviso 298 e Rovigo 187)”.

Stessa cosa per i decessi: “In provincia di Trieste sono stati 178 su un totale in FVG di 323, pari al 55,1%, e se rapportati alla popolazione risultano il triplo: 76 per 100mila abitanti a fronte di una media regionale di 27”.

“Nella presentazione, Riccardi evidenzia come il momento in cui il numero dei guariti supera quello dei positivi in regione sia avvenuto il 29 aprile, ma ‘dimentica’ di precisare che a Trieste è avvenuto il 14 maggio”, evidenzia ancora Zalukar assieme al fatto che “a Trieste l’epidemia si sta attenuando più lentamente che nel resto del territorio. Inoltre la percentuale di ospiti delle case di riposo guariti è dell’11%, la più bassa in regione. E dei contagi fra il personale dipendente nelle Aziende sanitarie, quella Giuliano Isontina (Asugi) vi contribuisce per il 58,3% (161 casi su 276 totali)”.

“Pur con i limiti derivanti dall’incompletezza dei dati disponibili – denuncia ancora il consigliere nel suo comunicato -, sembra indubbio che circa il 60% delle persone che si sono ammalate di Covid-19 a Trieste, si trova nell’ambiente sanitario e in quello delle strutture residenziali per anziani. A questi andrebbero aggiunti familiari e congiunti degli operatori che hanno contratto il virus, che nelle statistiche risultano contagiati in ambito familiare, pur essendo questi casi originati dagli ambienti assistenziali in cui si è diffuso il virus”.

“E’ ormai evidente, in FVG come in tutta Italia, che il virus è circolato prevalentemente nelle strutture sanitarie e residenziali per anziani. Su queste ultime – dice ancora Zalukar – si stanno effettuando a Trieste interventi importanti e diffusi, ma le associazioni che le rappresentano hanno suggerito che i contagi all’interno di queste sarebbero partiti da persone appena dimesse dall’ospedale. Sembra quindi fondamentale che ora si concentri l’attenzione sugli ospedali, anche perché la presenza di reparti Covid-19 in entrambi i presidi ospedalieri triestini (Maggiore e Cattinara) determina inevitabilmente una situazione a rischio”.

L’esponente di centrodestra riafferma una volta di più l’accusa che “non è purtroppo dato sapere quale sia, e quale sia stato, l’andamento dei focolai negli ospedali” giuliano-isontini, ovvero mancano “le indagini e i ragionamenti necessari a spiegare, comprendere e correggere situazioni di tale gravità, considerandole a priori inevitabili in base alla densità abitativa e all’età anziana. Sarebbe auspicabile che queste informazioni fossero trasmesse e rese pubbliche. In assenza di queste, non può che persistere la preoccupazione per gli ospedali quali verosimili serbatoi del virus. Se non si dedicherà sufficiente attenzione a questi, verificando e correggendo quello che non sta funzionando, si rischierà di vanificare gli sforzi e i sacrifici fatti fin qui – chiosa Zalukar – non solo da operatori e amministratori, ma da tutti i cittadini”.