TABLETquotidiano

L'informazione on line

CORONAVIRUS: ROBERTI, NO A DECRETI NAZIONALI PER SVUOTAMENTO CARCERI

Il carcere di massima sicurezza di Tolmezzo Foto ANSA/ALBERTO LANCIA

“Sotto controllo la situazione nei penitenziari Fvg”

“Le proteste scoppiate anche nelle carceri del Friuli Venezia Giulia a seguito dell’emergenza nazionale legate al coronavirus sono state tenute sotto controllo e non hanno provocato particolari criticità. Il problema più generale riguardante il sovraffollamento dei penitenziari non è materia di nostra competenza; non siamo comunque d’accordo con alcun decreto che abbia come obiettivo quello di svuotare le carceri”.

Lo ha affermato l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti intervenendo oggi a Udine nella sessione delle interrogazioni del Consiglio regionale.

In particolare l’esponente dell’esecutivo ha compiuto una panoramica su quanto accaduto anche in Friuli Venezia Giulia a seguito delle proteste scoppiate nei penitenziari con l’applicazione delle limitazioni conseguenti all’emergenza epidemiologica in atto.

“Se durante il mese di marzo in molte carceri italiane si sono svolte delle proteste, sfociate in alcune città in vere e proprie rivolte violente – ha detto Roberti -, fortunatamente nella nostra regione le contestazioni si sono svolte tutte senza particolari criticità. A livello nazionale le conseguenze di quegli accadimenti hanno portato alle dimissioni dei vertici del Dap”.

“Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto l’assessore -, pur nella criticità dovuta al sovraffollamento, alla paura tra personale civile, della Polizia Penitenziaria e tra i detenuti di contrarre il virus e allo stop alle visite così come previsto dai vari Dpcm, la situazione non ha mai destato particolari problemi. Inoltre sono stati attivati presidi sanitari all’ingresso delle case circondariali, a cui si sono aggiunte tamponature di massa nelle carceri di Udine, Tolmezzo e Gorizia dove si era registrato il timore di possibili contagi tra detenuti e agenti di polizia penitenziaria. Gli esiti dello screening non hanno però messo in evidenza casi di particolare gravità e quindi l’epidemia è stata contenuta”.

Roberti ha poi evidenziato che, diversamente dal tema sanitario sul quale la Regione ha compiuto i propri passi, sul sovraffollamento delle carceri, “il problema non è sicuramente recente – ha detto l’assessore regionale – ma decennale e che a nostro avviso non può, però, essere affrontato con indulti più o meno mascherati, svuotacarceri e depenalizzazioni. È questa una competenza che non spetta alla Regione; ciò che possiamo fare noi è dare un supporto sanitario utile anche a mantenere l’ordine pubblico all’interno delle carceri per sedare eventuali timori legati a possibili contagi. A tal proposito da marzo ad oggi non si riscontra alcun problema di positività”.

Infine l’assessore ha ricordato che la Regione ha attivato un tavolo permanente con le sigle sindacali tra cui anche quella riferita alla polizia penitenziaria per capire come affrontare le problematiche sollevate dagli agenti.