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CORONAVIRUS: RICCARDI, PUNTO DELLA SITUAZIONE CON SINDACI IN VIDEOCONFERENZA

“La Regione vuole dialogare con i sindaci attraverso una serie di incontri settimanali, di modo da avere un contatto diretto e tenere informati i primi cittadini in maniera trasparente sull’evolversi della situazione legata al coronavirus e capire quali sono le problematiche dei singoli territori”.

Lo ha spiegato il vicegovernatore della Regione, Riccardo Riccardi, nel corso delle riunioni in video conferenza con i componenti dell’Assemblea dei sindaci dell’Ambito agro-aquileiese e Carso Giuliano, durante le quali ha evidenziato che “lo sforzo compiuto dalla Regione e dal suo sistema sanitario ha permesso di far sì che oggi la disponibilità delle nostre terapie intensive abbia raggiunto i 74 posti letto, i quali ci hanno consentito anche di offrire la nostra solidarietà alla Lombardia. Entro la prossima settimana, grazie alla riorganizzazione di tutto il sistema, arriveremo a un centinaio. Una disponibilità che, se la curva delle infezioni si stabilizzerà, ci consentirà di lavorare in sicurezza. Oltre alle strutture già organizzate all’Irccs Burlo Garofolo, a Trieste, Gorizia, Udine, Pordenone e Palmanova stiamo inoltre predisponendo un piano dell’ospedale di Cattinara per ospitare un’ulteriore quarantina di posti letto di terapia intensiva, per rendere operativi i quali saranno però necessari i ventilatori che dovranno essere reperiti dalla struttura commissariale creata a tale scopo dal Governo”.

Riguardo alle strutture ospedaliere, Riccardi ha precisato che “al momento numerosi reparti sono stati riorganizzati per garantire, ma una volta terminata l’emergenza questi torneranno alla precedente strutturazione, ciò avverrà anche per l’Ospedale di Palmanova. Quest’emergenza, però, ci deve fare interrogare sulle scelte e sulla strutturazione complessiva del nostro sistema regionale”.

Sui dispositivi di protezione individuale (dpi), a partire dalle mascherine, il vicegovernatore ha confermato che “dobbiamo garantire la sicurezza del personale sanitario e sociosanitario e stiamo compiendo uno sforzo rilevante in tal senso. La richiesta di mascherine del Paese è di 90 milioni di pezzi al mese, ma reperirle non è semplice quindi la Regione sta lavorando per garantire l’approvvigionamento di tutte le strutture del Friuli Venezia Giulia”.

Per quanto riguarda la popolazione, sono aumentati sia il numero di aziende che hanno convertito la loro produzione per realizzare mascherine lavabili fino a 20 volte sia la loro capacità produttiva, passata da 20mila al giorno a 27mila.

Riccardi ha poi evidenziato che “è fondamentale evitare le polemiche e rafforzare la collaborazione istituzionale a tutti i livelli, per garantire supporto a coloro che si trovano fuori dal sistema ospedaliero con le case di riposto e i centri diurni. Allo stesso modo, deve essere offerto supporto alle persone che si trovano in isolamento contumaciale, cosa per la quale sono stati messi a disposizione dei Comuni i volontari della Protezione civile Fvg. In tale contesto gli ambiti e i servizi sociali dei Comuni giocano un ruolo fondamentale soprattutto nelle piccole comunità”.

Sul fronte delle strutture residenziali durante il vertice è emerso che nelle strutture dell’Ambito Carso Giuliano non risultano contagi e Riccardi ha confermato che “per far fronte alla carenza di personale di alcune strutture verrà prevista una deroga agli standard per le assunzioni, prevedendo per gli operatori socio sanitari le competenze minime”.

“In merito ai tamponi per la positività al Covid-19 il sistema sanitario regionale è in grado di restituire 1.500 esiti al giorno, ma effettuare tale analisi su tutta la popolazione non è una soluzione praticabile, perché si ha una garanzia di affidabilità solo se viene ripetuto ogni 48 ore – ha chiarito Riccardi -. Si tratterebbe di uno sforzo enorme, che sottrarrebbe risorse fondamentali in questo momento di emergenza. Continueremo quindi ad attenerci alle indicazioni del Ministero della salute e ad effettuare i tamponi solo in caso di soggetti con sintomi della malattia o persone che hanno avuto relazione con persone malate. Sul fronte delle donazioni di sangue, infine, al momento le scorte sono sufficienti a sopperire alle necessità del sistema sanitario”.