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CORONAVIRUS: MONFALCONE, FIORI E PIANTE SI’ OPPURE NO?

Quando le direttive sono troppe, nazionali, regionali e comunali,  è facile per chiunque fare confusione: per il cittadino, anche il più ligio e attento, ma anche per gli organi di controllo, quali la polizia locale. Partiamo dalla normativa vigente.

In Friuli Venezia Giulia è stato dato il via libera alla commercializzazione in negozio di piante, sementi e fertilizzanti, infatti, “Il Governo ha riposto positivamente al chiarimento sul dpcm del 22 marzo posto dalla regione, confermando che è consentita l’attività di produzione e commercializzazione di prodotti agricoli. Ciò permette quindi la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti. Si tratta di una puntualizzazione importante per le imprese del Friuli Venezia Giulia operanti in quel settore, per la quale l’amministrazione regionale esprime la propria soddisfazione”, ha dichiarato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla montagna, Stefano Zannier il 27 marzo scorso. “In base a quanto riportato anche tra le Faq del Governo – ha aggiunto – è quindi consentita l’apertura dei punti vendita di tali prodotti. L’attività dovrà essere organizzata in modo da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore, per evitare la diffusione del coronavirus”.

Tale normativa è stata accolta con grande soddisfazione da parte delle imprese regionali interessate. E fin qui sembra tutto chiaro.

Ma proprio questa mattina a Monfalcone, un rivenditore (nonché produttore di piante e fiori) raggiunto dalla polizia municipale ci ha riferito di essere stato invitato a chiudere il suo spazio vendita, da domani, con la motivazione che piante e fiori non sono un bene di prima necessità. Ma come?

Interpellata la polizia locale, ci è stato spiegato che la normativa prevede sì la vendita dei fiori ma non prevede l’acquisto degli stessi in quanto non un bene di prima necessità. Quindi “giustamente” in base a questo ragionamento i negozi di fiori possono vendere, ma il pubblico non può comprare. Per cui i vigili di conseguenza si vedono “costretti” a multare quelli che comprano i fiori, in attesa di un chiarimento dalla Prefettura. Ma come?

Abbiamo quindi interpellato la prefettura di Gorizia per avere dei chiarimenti e dalla prefettura ci hanno confermato che “la vendita anche al dettaglio di piante e fiori è consentita e di conseguenza è consentito anche l’acquisto”.

Nessuna multa dunque può essere fatta a chi va a comprare le piante per abbellire il proprio balcone o i semi per l’orto di casa, e nessuna chiusura può essere ordinata ai rivenditori di tali beni per le motivazioni di cui sopra. Resta sempre inteso che vanno rispettate le norme sanitarie in vigore per evitare la diffusione del coronavirus: guanti, bocca e naso coperti, distanza di almeno un metro.

Di fatto, quindi, i fiori e le piante si possono vendere e acquistare, e la rivendita situata all’interno del mercato di Monfalcone resterà aperta.

A.S.