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CORONAVIRUS: FEDRIGA, GIUNTA FVG VARA LINEE GUIDA FASE 2

Il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, in una foto d’archivio

Coniugare salute e ripresa attività produttive

Accelerare l’attuazione della cosiddetta “fase due” in Friuli Venezia Giulia, coniugando la tutela della salute di lavoratori e cittadini con la tempestiva ripresa delle attività produttive ed economiche.

E’ questo l’obiettivo delle “linee guida per la ripresa delle attività lavorative in sicurezza sul territorio regionale a seguito emergenza epidemiologica Covid-19”, deliberate oggi dalla Giunta regionale, riunita in seduta straordinaria, su proposta del governatore Massimiliano Fedriga.

La stesura del documento, che andrà a integrare i protocolli sottoscritti a livello nazionale, ha coinvolto il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, e gli assessori alle Attività produttive e Turismo (Sergio Emidio Bini), al Lavoro (Alessia Rosolen) e alle Infrastrutture e Territorio (Graziano Pizzimenti).

Nel dettaglio, le linee guida contengono le misure da adottare nei luoghi di lavoro, gli interventi a supporto della ripresa lavorativa e il sistema della mobilità. Su quest’ultimo punto in particolare, il documento comprende una serie di azioni sperimentali che interessano i servizi di trasporto pubblico locale utilizzati dai lavoratori nei percorsi casa-lavoro: fra queste, l’introduzione del principio di flessibilità sulle tratte del Tpl automobilistico, con la possibilità di prenotare le corse, entro tracciati predefiniti, attraverso call-center o app.

“E’ infatti essenziale – secondo il governatore – evitare che gli spostamenti determinati da esigenze di lavoro producano assembramenti: ecco perché, oltre al rispetto delle misure ordinarie previste per il contenimento del virus, appare di estrema utilità attivare soluzioni alternative che consentano alle persone di muoversi in piena sicurezza”. Nelle linee guida sono inoltre previsti interventi a sostegno della ripresa lavorativa, con la costituzione di organismi paritetici territoriali operanti presso le sedi delle associazioni datoriali e/o dei consorzi industriali della Regione.

Altro elemento di novità è il progetto di screening pilota che, in virtù della collaborazione con Sistema scientifico regionale (e in particolare con l’Università degli Studi di Trieste, la Sissa e Swg, permetterà di monitorare un campione di lavoratori rappresentativo a livello regionale e di verificare, attraverso indagini cliniche e demoscopiche, le varie tipologie di possibile esposizione al virus con l’obiettivo di stimare e testare, con modelli matematici predittivi, le misure di prevenzione necessarie per arginare nuovi eventuali focolai. Un progetto al quale, va sottolineato, l’adesione avverrà esclusivamente su base volontaria.

Il documento individua inoltre nel ricorso al lavoro agile, nel distanziamento delle postazioni di lavoro, nella riduzione della mobilità interna in ambito aziendale, nel contingentamento degli accessi alle aree comuni (ad esempio spogliatoi e mense), nell’adozione di piani di turnazione del personale e di misure volte a impedire assembramenti, nell’individuazione di procedure di accesso e contatto con i fornitori esterni che prevedano modalità, percorsi e tempistiche predefinite ed infine nella gestione di riunioni ed incontri (prediligendo modalità di collegamento a distanza) gli strumenti funzionali a contrastare l’emergere di nuovi focolai.

Sul versante delle misure di prevenzione igienico-sanitarie da adottare, le linee guida prevedono l’utilizzo di soluzioni igienizzanti e di mascherine, la presenza di cartellonistica informativa sulle opportune misure comportamentali ed igieniche, la sanificazione periodica e l’igienizzazione giornaliera degli ambienti e degli strumenti di lavoro. Quanto alla gestione degli accessi ai luoghi di lavoro, il documento istituisce il presidio costante degli ingressi, con l’identificazione dei lavoratori e dei fornitori, anche mediante la somministrazione di questionari, oltre alla rilevazione della temperatura corporea e/o l’acquisizione di dichiarazione sostitutiva del lavoratore di assenza di sintomatologia riferibile a Covid-19.

Importante anche il passaggio che riconosce il valore delle attività di formazione a distanza e alla conciliazione delle esigenze casa-lavoro, favorendo l’applicazione di modalità operative flessibili.

Viene prevista inoltre la prosecuzione dell’utilizzo, nella fase di progressiva riattivazione delle attività, degli ammortizzatori sociali per i lavoratori le cui prestazioni non siano pienamente esigibili, consentendo, su base volontaria, la fruizione di ferie e permessi maturati.

Sulla gestione delle emergenze e tutela dei lavoratori viene assicurata, infine, l’adozione di procedure per la gestione di casi sintomatici e potenzialmente positivi.