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“AEROPORTO GORIZIA E MALPENSA MILANO, DUE PESI E DUE MISURE”, intervento di Fabrizio Oreti

“Perché, mentre per l’aeroporto Duca d’Aosta è stata ordinata la chiusura, per quello di Malpensa, dove sono state rinvenute 52 bombe, non è stato fatto altrettanto?”.

E’ singolare come a volte il destino sia beffardo. Così può accadere che mentre l’Enac, per motivi di “sicurezza” secondo la loro versione, chiudeva l’aeroporto di Gorizia anche per la possibile presenza di ordigni bellici dell’ultimo conflitto mondiale, a Milano, precisamente a Malpensa, dove una settimana fa, durante gli scavi all’interno del cantiere per la realizzazione del collegamento ferroviario tra due terminal dell’aeroporto, sono state rinvenute esattamente 52 bombe degli anni ‘40 del peso di 250 chilogrammi ciascuno, nessuno ha ipotizzato la chiusura dello scalo.

Queste 52 bombe, in linea d’aria, sono vicinissime all’aeroporto milanese, pertanto, chiunque davanti a tale notizia avrebbe pensato ad una chiusura dello scalo milanese per motivi di sicurezza, e invece? Invece no… l’aeroporto non è stato chiuso in quanto secondo gli artificieri gli ordigni erano inermi e non rappresentavano un pericolo.

L’Italia continua ad essere il Paese dell’interpretazione e del paradosso visto che a Gorizia per la sola paura di un eventuale ipotetico ritrovamento di ordigni bellici si chiude e, contestualmente, a Malpensa si trovano 52 bombe e, anche se inermi, si continua a volare. Perché due pesi e due misure? Perché gli Enti e le Istituzioni sono così zelanti sono nel capoluogo Isontino?

Davanti a tali notizie certo è difficile trovare spiegazioni razionali e plausibili da giustificare la chiusura dell’aeroporto Duca d’Aosta, una chiusura che sempre di più diventa una scelta a dir poco inconcepibile!

Fabrizio Oreti, capogruppo e consigliere comunale della lista civica “Per Gorizia”