UTI: SERRACCHIANI E PANONTIN, PRIMO PASSO VERSO IL RIORDINO DELLE AUTONOMIE LOCALI

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“Quella di oggi è una giornata storica che segna, con l’avvio ex lege  delle Unioni Territoriali Intercomunali (UTI), il primo passo del cammino verso il riordino del sistema Regione-Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia”

Lo ha affermato quest’oggi la presidente della Regione Debora Serracchiani commentando l’avvio ufficiale delle 18 UTI, Riforma che prende le mosse dalla legge regionale 26 del 2014.

“Il percorso che ci ha visti nei giorni scorsi – insieme all’assessore regionale alle Autonomie locali Paolo Panontin e del presidente della Quinta Commissione consiliare Vincenzo Martines – incontrare i primi cittadini delle nuove realtà territoriali è stato estremamente utile. La riprova è data dal fatto che alcuni di essi, che in un primo momento avevano deciso di rimanere fuori dalle UTI, si siano poi ricreduti, approvando nelle scorse settimane lo statuto”.

Tuttavia per Serracchiani “c’è ancora la possibilità di dialogare con coloro che ancora non sono convinti della Riforma, come dimostrano gli incontri al Tavolo politico. Ci auguriamo che si comprendano gli effetti positivi che questa Riforma può dare in termini di risparmi, efficientamento dei servizi e anche di riordino del nostro sistema territoriale, visto che ormai è avviato anche il percorso del superamento delle Province. Ciò significa che dobbiamo riadattare il sistema, con la riassegnazione delle deleghe e delle funzioni, rafforzando i Comuni”. Per Serracchiani inoltre, dopo le UTI, la Riforma della Finanza locale e del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL), “si aggiungerà un ulteriore pilastro al percorso, ovvero la Riforma del Comparto unico, sulla quale abbiamo già avviato una ampia discussione come abbiamo sempre fatto”.

Per l’assessore regionale alle Autonomie locali Paolo Panontin quella che inizia oggi è solo la prima parte di un percorso. “Confido che, con pazienza ed esercitando ogni possibile forma di mediazione, con il fondamentale aiuto dell’UNCEM e dell’ANCI del Friuli Venezia Giulia – si possa portare in un futuro prossimo anche la minoranza dei Comuni oggi contrari ad abbracciare questa nuova esperienza. Quanto da noi attuato con la legge regionale 26/2014 si sta allargando a macchia d’olio in tutte le Regioni italiane ed è presente in gran parte dei Paesi europei”.

Panontin spiega inoltre quale sia il significato di questa Riforma che da oggi prende corpo. “I Comuni – spiega l’assessore alle Autonomie locali – gestiranno in forma associata alcune funzioni e servizi ai cittadini in nome del principio che l’unione fa la forza. Al tempo stesso programmeranno lo sviluppo del territorio in un ottica di area vasta. In regione, ad esempio, nella gestione dei servizi sociali, si è già sperimentata con successo questa formula; i sindaci e gli amministratori hanno potuto così toccare con mano come la gestione associata delle funzioni porti a un miglioramento netto e a un ampliamento della quantità e qualità dei servizi offerti ai cittadini, oltre che risparmi di spesa certi”.

“La riduzione della spesa – puntualizza l’assessore – è stata certificata anche dalla Corte dei Conti nella relazione sulla gestione finanziaria degli Enti locali del 2014 in riferimento alle UTI”. La nota (Deliberazione n. 8/SEZAUT/2016/FRG, pp. 243-244) recita testualmente che “la gestione associata delle funzioni fondamentali potrebbe costituire un’opportunità di razionalizzazione organizzativa per conseguire più elevati standard  di efficienza ed efficacia, oltre che un risparmio di spesa pubblica, laddove non si verifichi un adempimento puramente formale agli obblighi imposti dal legislatore”.

È importante, conclude l’assessore “che per primi i sindaci e poi anche gli amministratori ci credano: noi saremo costantemente al loro fianco per accompagnarli lungo questo percorso difficile ma virtuoso”.

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