UTI: COLAUTTI (NCD), SENTENZA TAR FISSA PRINCIPIO DI VOLONTARIETÀ E FLESSIBILITÀ

Colautti Alessandro
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Forse è bene che la presidente Serracchiani resetti il tutto e accolga la nostra proposta di far slittare la riforma a inizio 2017

Con la sentenza del Tar che permette al Comune di Tricesimo di aderire all’UTI Udinese, di fatto salta il piano di riordino territoriale fatto dalla Regione in modo dirigistico. Il recinto delle UTI disegnato dalla Regione nei fatti cambia, con Udine che acquisisce Tricesimo e Tarcento che, perdendo il Comune, è un’area depotenziata, una sorta di UTI bonsai”.

E’ questo il commento del capogruppo Ncd in Consiglio regionale Alessandro Colautti alla decisione del Tribunale Amministrativo di accogliere la richiesta (bocciata dalla Regione) del Comune di Tricesimo di aderire all’UTI udinese e non a quella tarcentina.

“Questa decisione, oltre a evidenziare un vulnus di fondo della legge regionale 26 che impone recinti dirigistici top down, fissa quali principi cardine la volontarietà e la flessibilità alla base delle scelte. Forse è bene che la presidente Serracchiani resetti il tutto e accolga la nostra proposta di far slittare la riforma a inizio 2017, tolga le penalità economiche ai Comuni dissenzienti, e continui il lavoro sul tavolo politico che è stato costituito con l’ordine del giorno di Ncd, che è l’unica sede appropriata per un percorso bottom up, partecipato, condiviso e caratterizzato dalla flessibilità e volontarietà. La sentenza del Tar – conclude Colautti – dimostra che la nostra posizione non è faziosa, ma corretta sia sul piano giuridico che politico”.

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